Petrolio, AIE vede ribilanciamento mercato e lancia allarme su clima

(Teleborsa) – Gli Stati Uniti conteranno per circa l’85% della crescita della produzione petrolifera entro il 2030. E’ quanto stima l’Agenzia Internazionale dell’Energia nel World Energy Outlook, il report annuale sul mercato petrolifero, in cui prevede un completo ribilanciamento dei rapporti di potere nel panorama globale. Il direttore esecutivo dell’AIE, Fatih Birol ha ricordato che questa prospettiva avrà impatti negativi soprattutto sui Paesi che dipendono dal commercio del greggio.

LA FINE DEL DOMINIO OPEC – La continua crescita del peso degli USA è da attribuire alla produzione shale, che ha via vi ha messo in secondo piano i produttori OPEC, oscurando lo storico strapotere. Ecco perché l’Agenzia stima che, nel 2030, il peso dei produttori del cartello scenderà al 47% dal 55% degli anni 2000.

IL CROLLO DELLA DOMANDA DI GREGGIO – Le prospettive di lungo termine del mercato petrolifero indicano un significativo rallentamento della domanda a partire dal 2025 e fino al 2030, quando vi sarà un consolidamento della domanda su livelli inferiori al passato.

SCELTE POLITICHE NON PIU’ PROROGABILI – A determinare questa frenata sarà l’ascesa delle energie rinnovabili e dei veicoli elettrici, anche se Birol sottolinea che “non c’è una soluzione singola o semplice per la transizione energetica globale”. “Abbiamo bisogno – ha aggiunto – di una forte leadership da parte dei responsabili politici, in quanto i governi hanno la responsabilità di agire e hanno il più ampio margine per plasmare il futuro”.

LA CRESCITA INADEGUATA DELLE RINNOVABILI – Una cosa è certa, le energie rinnovabili non crescono ad un ritmo sufficiente per compensare la maggior crescita economica e l’aumento della popolazione mondiale. Occorre dunque agire per trovare soluzioni miste, che puntino anche sull’efficienza energetica e su altre fonti rese disponibili dalle nuove tecnologie.

IL RITARDO PER IL CLIMA – Quanto al clima, l’AIE avverte che la crescita delle energie rinnovabili potrebbe non essere sufficiente a contrastare i cambiamenti climatici e porre un freno alle emissioni di CO2, che continueranno a crescere fino al 2040. “Gli attuali piani dei governi – ha avvertito – porteranno a implicazioni climatiche catastrofiche per il pianeta. Per essere in linea con i target di Parigi c’è bisogno di enormi sforzi per spingere l’efficienza energetica, l’energia rinnovabile e le altre tecnologie per l’energia pulita”.

(Foto: © malp/123RF)

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