Petrolio: accordo a Vienna con l’Opec dei Paesi non aderenti all’organizzazione. Prezzi in rialzo

(Teleborsa) – Accordo raggiunto a Vienna con i Paesi esterni all’Opec. Si riduce la produzione di petrolio con prezzi al rialzo. I Paesi produttori non-Opec hanno accettato, infatti, di diminuire la propria produzione di 562 mila barili al giorno come parte di un accordo globale con l’Opec. A fine novembre i Paesi Opec avevano raggiunto un accordo per tagli produttivi di circa 1,2 milioni di barili al giorno.

Da parte sua, la Russia, che è il più grande produttore di petrolio, ha già assicurato di essere pronta a ridurre la produzione di 300.000 barili al giorno a partire dal marzo prossimo. Il ministro algerino Noureddine Boutarfa si era detto convinto che “tutti i Paesi presenti al meeting hanno intenzione di tagliare”. I Paesi Opec avevano invitato per oggi domenica 10 dicembre a Vienna 14 Paesi al di fuori dell’organizzazione a prendere parte alla riunione per discutere l’accordo sulle misure per stabilizzare il mercato petrolifero con la riduzione della produzione.

Le compagnie petrolifere dovranno quindi ridurre la loro produzione proporzionalmente alla loro capacità: si parla di 300 mila barili al giorno complessivi e gli effetti della riunione di oggi si sono già fatti sentire sul mercato. Ventiquattro ore fa il prezzo del barile di petrolio aveva chiuso in rialzo: il Wti ha guadagnato 61 cent (+1,2%) a 51,45 dollari al barile, il Brent è salito di 34 cent (+0,6%) a 54,23 dollari al barile. Ora il coinvolgimento del Paesi non Opec e i taglio aggiuntivo di oltre 550 mila barili al giorno non potrà che spingere ulteriormente al rialzo i prezzi del greggio.

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