Pericolo lavoro e non solo quello

(Teleborsa) – Le meraviglie della tecnologia sono tangibili, basta osservare uno smartphone e ricordarsi la povertà tecnica dei nostri telefonini all’inizio del secolo, solo sedici anni fa. Se ne è parlato negli articoli “L’esaltazione della scienza è nel cervello… artificiale”e “Alzati e cammina, storie di Robot” e, sul finale di quest’ultimo, è stato preconizzato un futuro incerto che le nuove tecnologie fanno intravedere.

Confindustria ha realizzato pochi giorni fa, al Palazzo dei congressi di Roma, un marketplace, una vera e propria piazza di affari dedicati a cluster tematici come le Scienze della vita, il Turismo e Made in Italy, lo Smart Future e l’Industria 4.0.

Proprio il termine “Industria 4.0” trova una sua spiegazione nelle parole dell’ex Ceo di McDonald’s, Don Thompson, che ha preconizzato la sostituzione degli attuali lavoratori della più famosa catena di fast food al mondo con dei robot. A breve, quindi, il lavoro, una volta sinonimo di reddito, sarà per molti un’aspettativa irrealizzabile, perché l’automatica soppianterà l’umanità con costi nettamente inferiori.

Oggi un robot per la logistica, una macchina molto lontana dal romantico ominide di “io robot”, il film ricordato in “Alzati e cammina, storie di Robot”, costa ad un’impresa circa 20 euro l’ora, mente un operaio ne costa circa 15 euro. Quanto credete che la tecnologia ci metterà a ridurre quel gap di soli 5 euro l’ora?

Per l’acquisto di un sistema automatizzato che sostituisca un lavoratore occorrono oggi circa 120.000 euro. Entro soli 4 anni i corrispettivi costi orari dei robot saranno di 10 euro l’ora, circa 2/3 di quelli di un operaio.

Cosa aggiungere oltre? Beh, ci sono le parole di Alec Ross, consulente di Obama e di Hillary Clinton: “L’investimento del capitale di rischio nella robotica sta crescendo rapidamente. Nel 2013 sono stati venduti 1300 robot chirurgici per un prezzo medio di 1,5 milioni di dollari ciascuno, il numero di procedure sanitarie robotiche cresce di circa il 30% l’anno, e più di un milione di americani si sono già sottoposti alla chirurgia robotica. Il 47% dei lavori americani corre un alto rischio di essere “robotizzato”, e per un altro 19 per cento il rischio è di ‘livello medio’ “.

Ogni anno la crescita delle vendite di robot è dell’ordine del 25% e questo pone seri problemi sociali ed economici come ha riconosciuto Massimo Gramellini, giornalista ed editorialista de La Stampa, da sempre avversario politico del movimento 5 stelle, che in una intervista in un noto talk show ha osservato: “… oggi i problemi sono quelli del vivere quotidiano”… “io addirittura comincio a chiedermi se la proposta dei ‘5 stelle’, quella del ‘reddito di cittadinanza’, che all’inizio sembrava totalmente astrusa, non abbia invece un senso”… “perché il lavoro non ci sarà più. Qui bisogna essere onesti, con i robot che avanzano, con la globalizzazione, non avremo mai più l’occupazione piena e anche chi lavorerà, lavorerà per stipendi sempre più bassi rispetto al passato. Allora come faremo a mantenere la domanda interna di questo paese, cioè, come farà la gente a continuare a comprare beni di consumo ed alimentare questo sistema impazzito se non gli diamo dei soldi in tasca?”

Non si può non riconoscere che prossime tensioni sociali che si palesano al principiarsi di questo nuovo sviluppo tecnologico/industriale, ne sono un esempio le enormi proteste che infiammano in questi giorni la Francia, ripropongono la domanda conclusiva di “Alzati e cammina, storie di Robot”: sarà un vero “balzo per l’umanità”? Beninteso che l’umanità oggi è fatta di sette miliardi di individui…

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Pericolo lavoro e non solo quello