Perché la manovra non piace ai sindacati

La Legge di Bilancio è stata approvata dal Senato e in attesa della definitiva i sindacati esprimono il dissenso

Lo hanno annuciato Cgil, Cisl e Uil poche ore dopo l’approvazione in Senato della Legge di Bilancio: è una Manovra sbagliata e ai sindacati non piace.

In una Manovra descritta dai sindacati come piena di errori, non c’è alcun cambiamento previsto in grado di evitare il continuo taglio a crescita e sviluppo del nostro Paese. Nulla di positivo nemmeno per la situazione dei lavoratori italiani e sulle pensioni. Susanna Camusso e gli altri segretari generali lo denunciano chiaramente: tutto questo porta ad un allontanamento progressivo dal rilancio economico e sociale del Paese, in particolare per quanti riguarda le zone del territorio che, da questo punto di vista, sono molto deboli. Cgil, Cisl e Uil si dichiarano pronte e mobilitarsi in un unico fronte compatto, organizzando una grande manifestazione nazionale il prossimo mese, per gridare a gran voce cosa non va della politica economica italiana.

I sindacati esprimono tutto il loro malcontento sulla nuova Legge di Bilancio, giudicando duramente il lavoro fatto ai piani alti e esprimendo il loro sdegno anche per il modo in cui è stata approvata, che secondo quanto sostengono, lede in maniera molto grave quella che dovrebbe essere la democrazia parlamentare.

Secondo i sindacati, tutti siamo a conoscenza delle necessità urgenti e profonde che territori, categorie deboli e lavoratori esprimono e il nuovo testo non si sforza nemmeno minimamente di risolvere questi problemi. Tutto il settore dei lavoratori, compresi anche i pensionati, i giovani e i disoccupati, è in enorme difficoltà e nulla è stato pensato a riguardo: la logica della Legge di Bilancio prevede tagli al capitale produttivo. Gli interventi alle infrastrutture, come sanità e istruzione, sono bloccati a causa della riduzione delle risorse per gli investimenti, che comunque sono già limitate. Il tutto invece servirebbe per dare uno slancio positivo al settore lavoro e anche alla crescita territoriale.

I sindacati sostengono anche che il taglio dell’adeguamento all’inflazione per le pensioni che superano i 1.522 euro lordi mensili si usi per fare cassa. Si è scelto di introdurre flat tax e nuovi condoni senza però dare alcuna risposta sul versante fiscale per quanto riguarda pensionati e lavoratori e nemmeno sugli ammortizzatori. Tra il 2020 e il 2021 la nuova Legge di Bilancio caricherà gli italiani di un debito che supera i 50 miliardi, rendendo praticamente impossibili gli interventi che possano dare una mano al Paese per ripartire.

E ancora gli stessi continuano a esprimere il dissenso dichiarando che la manovra del Governo non tiene conto delle aree deboli del Mezzogiorno e nemmeno dell’economia reale e della competitività. Questo significherebbe per i sindacati mandare il Paese al declino e provocare una vera e propria drastica rottura del tessuto sociale e produttivo di tutta l’Italia. Quello che si evince dalle dichiarazioni di Cgil, Cisl e Uil quindi è una grande condanna a questa politica economica. Il sindacato confederale, come abbiamo già detto, si unisce in un fronte compatto sostenuto da pensionati e lavoratori. Ciò che si prevede infatti è l’apertura di un periodo segnato da grandi lotte nelle categorie e sui territori, il tutto vedrà il massimo dell’espressione durante la grande manifestazione che verrà organizzata il mese prossimo, a livello nazionale.

Perché la manovra non piace ai sindacati