Per Veneto Banca e BPVI ancora tanti i nodi da sciogliere

(Teleborsa) – Arrivano le precisazioni dell’Unione Europea in merito alla questione delle obbligazioni rischiose di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca dopo che la commissaria alla concorrenza Margrethe Vastager ha aperto alla possibile compensazione dei creditori frodati. I due istituti veneti sono stati accusati di aver collocato obbligazioni rischiose presso risparmiatori “non consapevoli”. 

Un portavoce dell’UE spiega che “ci sono diversi modi per le banche di compensare i detentori di obbligazioni per il danno subito in linea con le regole di Bruxelles. Il portavoce mette i paletti, restringendo il campo al risarcimento alle obbligazioni e non ai detentori di azioni. Le due banche sono sempre più “a rischio” per l’applicazione del Bail-in. L’istituto introdotto in Italia a inizio 2016 si è rivelato un incubo per i risparmiatori delle quattro Good Banks salvate dallo Stato. 

Dunque nei pensieri dell’UE non solo MPS, ma anche le due venete che devono trovare un compromesso.  

Servono soluzioni che andranno trovate anche forse dopo il 22 marzo. Questo infatti è il termine ultimo per fare un’offerta transattiva ai vecchi azionisti. Termine che è già in odore di proroga. L’offerta dovrà raggiungere almeno l’80% di adesione per scongiurare il salvataggio, come confermato dal Tesoro in settimana.

Il futuro di Veneto Banca e Popolare di Vicenza, ad oggi, è a dir poco pieno di pieno di dubbi e nodi da sciogliere.

Per Veneto Banca e BPVI ancora tanti i nodi da sciogliere
Per Veneto Banca e BPVI ancora tanti i nodi da sciogliere