Pensioni, sindacati contro Quota 102: “Pronti alla piazza. Governo apra subito tavolo di confronto”

(Teleborsa) – “Un ritorno in pieno al sistema contributivo, con una transizione a Quota 102”, ovvero 38 anni di contributi e 64 anni di età. La soluzione annunciata ieri dal presidente del Consiglio Mario Draghi non convince i sindacati, già sul piede di guerra. Secondo le parti sociali Quota 102 solo per il 2022 non risponde alla richiesta di una riforma complessiva e strutturale del sistema che consenta di uscire prima e di superare la legge Fornero. In prima linea nella protesta la Fiom-Cgil che ha già proclamato un pacchetto di otto ore di sciopero per chiedere al Governo risposte sulle crisi industriali e occupazionali, la lotta all’evasione fiscale, e protestare, oltre che sulle pensioni, contro la precarietà del lavoro e il sistema degli appalti e subappalti.

Cgil, Cisl e Uil si sono, tuttavia, riservati una valutazione più compiuta aspettando di leggere il testo definitivo della legge di Bilancio varata dal Consiglio dei ministri. Il punto sulle risposte da dare e sulle eventuali mobilitazioni da mettere in campo verrà fatto nell’incontro fissato per domani tra i segretari generali Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri con l’obiettivo di “avere la forza di fare pressione” e “convincere il Parlamento a cambiare le scelte” durante l’iter della manovra

“È una presa in giro, è uno strumento che permette ai politici di dire che sono soddisfatti. Sostanzialmente rientra in gioco la legge Fornero tranne che per 15 mila persone – ha commentato il segretario generale della Uil, Bombardieri –. Allora chiedo, ed è il motivo per cui siamo insoddisfatti, perché non si è affrontato il tema della riforma delle pensioni sei mesi fa. Noi avevamo chiesto al Governo di aprire un tavolo di confronto per affrontare problemi chiari. La Uil non ci sta ed è pronta se necessario a scendere in piazza”.

Nel frattempo continua il pressing affinché il governo apra subito il tavolo di confronto con i sindacati sulla previdenza. Tra le richieste – come rimarca Sbarra – quella di poter uscire dal mondo del lavoro a partire da 62 anni, con 41 anni di contributi a prescindere dall’età e costruire una pensione di garanzia per i giovani, intrappolati tra il sistema contributivo puro e carriere lavorative frammentate e discontinue. Anche sul fisco la questione è aperta con la richiesta unitaria che il taglio delle tasse questa volta riguardi i lavoratori ed i pensionati.

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