Pensioni, Poletti: “stiamo lavorando a soluzioni per flessibilità”, Camusso: “i sindacati non sono stati interpellati”

(Teleborsa) – Ancora flessibilità in uscita per le pensioni. La questione rimane ben salda nell’agenda del Governo, ha assicurato, il presidente dell’INPS, Tito Boeri  

A Boeri, oggi ha fatto eco, il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che a margine dell’assemblea di Rete Imprese Italia ha ribadito che sulla flessibilità, l’Esecutivo sta lavorando a soluzioni che siano “economicamente sostenibili e socialmente eque. Non possiamo fare – ha spiegato Poletti – un’operazione secca che dice via il 3% per tutti: c’è chi guadagna 700 euro e chi 3mila euro, e c’è anche chi è disoccupato”.

Per questo “stiamo lavorando a costruire una cosa complessa, che risponda a due parametri: deve essere economicamente sostenibile e socialmente equa”. Dunque “serve qualcosa di più raffinato”, ha specificato il Ministro a chi gli chiedeva dell’ipotesi di rendere obbligatoria l’adesione ad un fondo pensione per la flessibilità in uscita, il ministro ha risposto: “Siamo ancora troppo indietro da questo punto di vista”. 

A margine della stessa assemblea, sull’argomento è intervenuta Susanna Camusso, leader della CGIL, che ha dichiarato: “il Governo dice di essere pronto a intervenire sulle pensioni per introdurre meccanismi di flessibilità in uscita dal lavoro, ma per il momento i sindacati non sono stati chiamati a un tavolo di confronto. Abbiamo solo visto tanti titoli di giornali e dichiarazioni del presidente del Consiglio, – ha detto la Camusso – Non c’e’ altro, punto”.

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