Pensioni: solo per quota 100 servirebbero 8 miliardi di euro

Un ritorno alle pensioni a quota 100 potrebbe avere dei costi molto alti: ecco nel dettaglio, i numeri previsti

In questi giorni i riflettori sono puntati su una tematica molta cara agli italiani: le pensioni.

Al centro dell’attenzione, c’è il presidente dell’INPS, Tito Boeri, il quale spiega come tornare alle pensioni di anzianità con quota 100, ovvero quelle con 41 anni di contributi, possa costituire un serio problema per i lavoratori, i quali vedrebbero il loro reddito netto ridotto. E per spiegarlo, si è avvalso dei numeri presenti nella Relazione annuale presentata il 4 luglio. Stando alle stime, il ritorno alle pensioni di anzianità con quota 100 porterebbe a 750.000 pensionati in più. Una cifra molto importante, che potrebbe essere compensata con una maggiore occupazione, garantita da possibili immigrazioni regolari nei prossimi decenni. E questo perchè i lavoratori stranieri impegnati in basse qualifiche rappresentano il 36%, a dispetto di uno scarso 8% degli italiani.

“Oggi, abbiamo circa due pensionati ogni tre lavoratori, – ha affermato Boeri alla Camera – e nel 2045 potremmo arrivare, stando a scenari Fmi, a un rapporto di uno a uno. E poiché il reddito pensionistico vale l’83% del salario medio, un solo lavoratore potrebbe trovarsi a dover destinare 4 euro su 5 a chi si è ritirato dalla vita attiva. Per questo è servito il passaggio al contributivo con regole meno generose. E per questo tornare dietro costa”.

A conti fatti, Boeri ha spiegato che quindi le pensioni con quota 100 costerebbero 4 miliardi di euro il primo anno e 8 miliardi, una volta che si è entrati a regime. Se si aggiunge l’opzione dei 41 anni di contributi senza limiti di età, la spesa sale vertiginosamente a 11 miliardi il primo anno e poi a 18 miliardi a regime.

A questa spesa dovrebbero poi aggiungersi anche gli oneri previsti nel contratto di governo e cioè alzare le pensioni basse a 780 €. Secondo Boeri, “a ritiri anticipati devono corrispondere pensioni più basse e il ricalcolo potrebbe essere fatto sia in avanti che all’indietro”, facendo riferimento alle pensioni al di sopra di un certo reddito. “Non esistono le pensioni d’oro – prosegue Boeri – ma le pensioni contributive, quelle assistenziali e i privilegi”.

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