Pensioni, Orlando: servono misure strutturali

(Teleborsa) – All’esito “dell’imprescindibile” lavoro di “approfondimento” delle commissioni riattivate presso il Ministero del Lavoro, nel “mese di maggio”, “avremo gli elementi per valutare correttamente il peso e la composizione della spesa pensionistica e assistenziale, presente e futura, quindi, anche la questione che riguarda le future generazioni, e per supportare congruamente le politiche pubbliche di sicurezza sociale”. A quel punto si potrà “avviare un confronto con le parti sociali, con gli altri ministeri interessati e in sede collegiale di Governo, al fine di individuare i percorsi più adeguati e con principi di condivisione per intervenire sul sistema pensionistico”. Così il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, rispondendo ad una interrogazione, durante il Question Time alla Camera, sulle iniziative che intende mettere in campo il Governo in materia di accesso alla pensione allo scadere di Quota 100.

“Oggi, dopo aver impostato il lavoro su riforma degli ammortizzatori e sulle politiche attive per il lavoro, possiamo dire che ci sono quindi le condizioni per aprire un confronto sul tema della previdenza. Credo che le proposte di intervento che saranno prossimamente individuate e condivise non possano essere piu’ di carattere sperimentale e transitorio, ma dovranno essere orientate, in termini di sostenibilità ed equità e di una prospettiva di lungo periodo. Dovranno avere carattere strutturale”.

“A mio avviso – ha spiegato Orlando – una riforma del sistema pensionistico, dotata di organicità e di visione prospettica, dovrebbe muoversi tra equità intergenerazionale, sostenibilità finanziaria e adeguatezza delle prestazioni e dovrà misurarsi con i mutamenti economico-sociali di portata epocale e con la persistente sfida demografica e anche delle conseguenze dell’impatto della pandemia sul mercato del lavoro”. “Dovremo certamente tener conto di fattori condizionanti: l’andamento demografico; l’andamento del mercato del lavoro; con sempre più lavoratori precari ed anziani; il patto tra le generazioni, su cui si fonda il sistema a ripartizione; e nell’immediato, l’incertezza del mercato del lavoro post-Covid e la necessità di sostenere la ripresa economica”. “I contratti di solidarietà e i contratti di espansione, che saranno con ogni probabilità contenuti nel Dl Sostegni bis, possono rappresentare quindi una importante anticipazione di questo spirito in riferimento a forme di flessibilità sul fronte previdenziale e sarà interessante valutarne gli effetti della loro applicazione. In questo contesto, accanto alla necessaria flessibilità per alcune platee di lavoratori svantaggiati nel mercato del lavoro, occorre certamente affrontare la questione delle ricadute previdenziali della precarietà del lavoro, che penalizza oggi le giovani generazioni”, ha concluso.

E’ “necessario dotarsi di un sistema di misurazione e monitoraggio della rappresentatività anche al fine di contrastare il fenomeno degli accordi pirata”, ha proseguito Orlando riguardo cosa intende fare il Governo per favorire il varo della disciplina sulla rappresentanza sindacale. “Ci sono le condizioni per avviare un percorso che conduca ad una definizione di criteri certi e trasparenti per misurare la rappresentatività sindacale e di categoria. C’è la necessità di farlo anche per non arrivare con il fiatone a questo passaggio” che il Ministro ha definito “ineludibile”.

Rispetto alla tematica se l’assegno unico per i figli riguarderà anche le famiglie con figli in affidamento vedrà “un approfondimento tecnico, che potrà certamente essere valutato in sede di predisposizione dei decreti delegati, al fine di chiarire eventuali dubbi interpretativi sull’applicazione della norma e definire, ove necessario, il diritto del minore affidato, in quanto appartenente al nucleo familiare, al beneficio economico dell’assegno unico”, ha chiarito Orlando ricordando che che ci sono due distinte situazioni: “alle stesse famiglie, nel caso di affido temporaneo, è riconosciuto un contributo mensile a titolo di rimborso spese per il mantenimento del bambino definito con delibera comunale. Nel caso invece di affidamento preadottivo, sono riconosciute le misure economiche di natura strutturale, quali il bonus natalità, il bonus nido, il bonus baby sitting, premio alla nascita”.

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