Pensioni, flessibilità in uscita ancora sotto i riflettori dopo la frecciata di Boeri

Il tema pensioni continua ad animare i dibattiti politici e non, soprattutto alla luce dei numeri diffusi ieri dall’INPS.

Ad infiammarli è stato niente meno che il Presidente dell’Istituto di Previdenza, Tito Boeri. Parlando a margine della presentazione del “Bilancio sociale 2014”, Boeri si è detto molto dispiaciuto per il fatto che il Governo, nella Legge di Stabilità 2016, non ha trattato come dovuto il tema pensioni.

In particolare, il Presidente dell’INPS ha puntato il dito contro le mancate misure sulla flessibilità in uscita, cosa che crea disparità di trattamento. “Sarebbe stato importante fare l’ultima riforma delle pensioni” spiega, perché nel testo ci sono solo “interventi selettivi e parziali peraltro molto costosi che generano asimmetrie di trattamento”.

Boeri ha dunque auspicato che nel 2016 ci sia finalmente un intervento “organico, strutturale e definitivo”.

Immediata la replica del Governo. Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intervenuto a “Di Martedì” su La7, ha affermato che il tema della flessibilità in uscita per riformare la legge Fornero resta all’ordine del giorno dell’Esecutivo, aggiungendo che non è stato inserito nella legge di Stabilità perché “è necessario farla per bene”.

Poletti ha chiarito che la flessibilità “costa tanto” e che il costo “dipende dalla tipologia dell’intervento. Dobbiamo fare un’operazione che sia socialmente sopportabile, e poi c’e’ un problema molto serio, la contabilità pubblica dice che i soldi di un anno li devi spendere in quell’anno”.

Anche il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, durante un intervento a “Ballarò”, si è detto si è detto “assolutamente a favore” della flessibilità in uscita precisando però che questo tema deve essere “ragionato con calma”

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