Pensioni, Durigon: “Con Quota 100 sceso il tasso di disoccupazione giovanile”

(Teleborsa) – “Durante la battaglia che abbiamo affrontato con l’Europa per attuare Quota 100 abbiamo ricevuto innumerevoli pressioni. Avevamo l’allora presidente dell’Inps Tito Boeri che ci sparava contro ogni giorno e il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombroviskis definì Quota 100 una riforma malsana che avrebbe creato deficit. Nonostante tutto Matteo Salvini ha creduto in questa riforma. Un giorno mi ha chiamato e mi ha chiesto ‘Claudio quanto serve?’. Gli ho risposto che per farla bene erano necessari 7 miliardi annui. E Salvini ne ha chiesti 8″. A raccontarlo è il deputato leghista Claudio Durigon, già sottosegretario per il Lavoro e le politiche sociali durante il governo Conte I e tra gli artefici principali di Quota 100, autore – insieme a Massimo Garavaglia, (ex viceministro dell’Economia) – del saggio “La libertà di andare in pensione. Come Quota 100 ha cambiato il sistema previdenziale italiano”, titolo di esordio della casa editrice oVer Edizioni, presentato questa mattina a Roma presso il Censis e sul Canale YouTube Ital TV.

Quando si parla di pensioni in Italia le preoccupazioni riguardano, soprattutto, i giovani. Con Quota 100 che prospettive hanno?

“Quota 100 nasce proprio per questo, per favorire un ricambio generazionale dal momento che il mercato era ingessato in uscita e questo non permetteva ai giovani di avere una equa possibilità di entrare nel mondo del lavoro. Bisogna tener presente che quando è entrata in vigore Quota 100 il tasso di disoccupazione giovanile era di circa il 31%. Siamo arrivati, prima del Covid, a circa il 27,5%, quindi significa che un po’ di ristoro è stato dato. Ad oggi sono circa 280mila le persone che hanno fatto domanda per andare in pensione con Quota 100 e in tanti casi abbiamo visto due assunzioni di giovani al posto della persona che se ne è andata. Dentro Quota 100 c’è una cosa bella che con Massimo (Garavaglia ndr) abbiamo chiamato ‘il patto dello Spritz’. Per dare una risposta ai giovani abbiamo agevolato il riscatto della laurea. Il risultato è stato il 400% in più di domande di giovani laureati. Speriamo, così, di aver ridato fiducia ai giovani nella previdenza”.

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