Pensioni, Draghi e Sindacati distanti: atteso nuovo “round”

(Teleborsa) – Clima sempre più tesosul nodopensioni dopo l’incontro di ieri tra il Premier e i Sindacati che si è chiuso con un nulla di fatto.

Ieri la trattativa con il governo sulle pensioni “è andata male perchè non ci sono vedute identiche, per il futuro noi chiediamo di pensare di più ai giovani e alle donne”. E se il presidente del Consiglio Mario “Draghi pensa ai giovani ma non costruisce per questi posti stabili e non garantisce pensioni dignitose allora non pensa ai giovani, pensa a tutelare le multinazionali a cui diamo già tanti soldi”. Lo ha affermato il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, intervistato a radio anch’io su Radio 1. Quanto all’ipotesi di sciopero generale “lo sciopero lo facciamo se lo proclamiamo, dobbiamo capire cosa si decide in Consiglio dei ministri”.

“Sulle pensioni noi abbiamo presentato da cinque mesi al governo una nostra proposta e una nostra piattaforma” per “una riforma complessiva e strutturata della previdenza e delle pensioni”. Il tema “va negoziato con il sindacato, non accettiamo assolutamente fughe in avanti e provocazioni, invece serve aprire una discussione per parlare di flessibilità in uscita dal mercato del lavoro e dobbiamo negoziare una pensione di garanzia per i giovani”. Così il leader della Cisl, Luigi Sbarra, ad Agorà su Rai Tre.

Abbiamo chiesto di discutere e se c’è volontà politica bastano poche ore per giungere a soluzioni condivise. Se il governo recupera il senso delle nostre proposte e priorità bene, altrimenti al sindacato non resta che sostenere le ragioni delle proprie rivendicazioni attraverso le mobilitazioni”.

“Nell’incontro di ieri abbiamo posto al Governo il tema di introdurre una flessibilità di accesso alla pensione rispetto agli attuali 67 anni, età che da un decennio non ha eguali in Europa. Chi attribuisce al sindacato l’idea di tornare al sistema retributivo non conosce la storia delle pensioni e non ha neanche letto le nostre proposte”. Lo ha detto il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti. Cgil, Cisl e Uil “hanno sottoscritto nel 1995 la riforma Dini che realizzava il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo. Su quella riforma il sindacato mise la faccia, indicendo anche un referendum tra tutti i lavatori i quali approvarono quella scelta. Riforma che fu poi presa ad esempio in tutta Europa”, ha aggiunto Proietti. “Noi oggi chiediamo di riallineare l’età di pensionamento a quello che avviene nella media dei paesi dell’Unione Europea. E’ una richiesta sacrosanta e il Governo farebbe bene ad ascoltarci”, ha concluso.

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