Pensione, la Consulta dice no al taglio per le spose-badanti

(Teleborsa) – La Consulta ha detto stop al taglio delle pensioni per le mogli-badanti, bocciando una legge approvata cinque anni fa, che metteva un tetto alle pensioni di reversibilità. La norma mirava a porre un freno ai matrimoni degli ultrasettantenni con le proprie badanti, spesso donne giovanissime e di origine straniera.

La Corte costituzionale ha così dichiarato l’illegittimità del decreto legge 98/2011, che limitava l’ammontare della pensione di reversibilità nel caso di matrimonio contratto fra una persona con più di settant’anni ed un’altra più giovane di almeno vent’anni. La legge in questione prevedeva delle decurtazioni pesanti all’assegno in base agli anni di matrimonio: il 10% in meno per ogni anno in meno rispetto al decennio. 

Nel prendere la decisione, la Corte ha reputato “irragionevole” una limitazione dell’assegno pensionistico solo in base ad un criterio di differenza d’età ed e ha ribadito che ogni limitazione del diritto alla pensione di reversibilità deve rispettare i principi di eguaglianza e di ragionevolezza e il principio di solidarietà.

La Consulta ha anche sfatato la ratio della norma, quella di contrastare la frode, che si basava sulla presunzione che un matrimonio siffatto tragga origine dall’intento di frodare l’erario, in assenza di figli minori, studenti o inabili. Presunzione che i giudici non hanno ritenuto valida, data l’evoluzione del costume sociale.

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