Pensionati poveri… ma non troppo

(Teleborsa) – La metà dei pensionati italiani percepisce circa mille euro al mese, anche se questo non sembra aumentare più di tanto sul rischio di povertà.

A ribadirlo è l’ISTAT in un focus sulle condizioni di vita dei pensionati dal quale emerge che nel 2014 questa categoria comprendeva 13,3 milioni di persone (134 mila in meno rispetto all’anno precedente), con in media un reddito pensionistico lordo di 17.040 euro.

Sempre evidente la disparità di genere: pur rappresentando oltre la metà dei pensionati, ricevono mediamente importi di circa 6 mila euro inferiori a quelli maschili.

Il reddito medio pensionistico netto è stimato invece 13.647 euro (circa 1.140 euro mensili); tenendo conto di tutti i trattamenti, la metà dei pensionati percepisce meno di 12.532 euro (1.045 euro mensili).

Il titolo di studio influisce molto sugli assegni: se il pensionato possiede una laurea, il suo reddito lordo pensionistico (circa 2.490 euro mensili) è più che doppio di quello delle persone senza titolo di studio o con al più la licenza elementare.

Un altro particolare emerso nel focus è che il rischio di povertà tra le famiglie con pensionati è stimato essere più basso di quello delle altre famiglie (16% contro 22,1%), a indicare come, in molti casi, il reddito pensionistico possa mettere al riparo da situazioni di forte disagio economico.

L’evidenza è confermata anche dalla grave deprivazione, anche se con differenze meno marcate: l’incidenza di tale condizione è stimata nella misura del 10%, contro il 12,5% delle famiglie senza pensionati.

Il rischio di povertà è comunque elevato tra i pensionati che vivono soli (22,3%) o con i figli come genitori soli (17,2%); la situazione è più grave quando con il proprio reddito pensionistico il pensionato deve sostenere anche il peso di altri componenti adulti che non percepiscono redditi da lavoro: circa un terzo di tali famiglie (31,3%) è stimato essere a rischio di povertà.

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Pensionati poveri… ma non troppo