Pay Tv: in arrivo nuova multa per garanzia sul diritto di recesso

"Sky ha leso il diritto di scelta di una vasta platea di utenti": arriva la multa da parte dell'Autorità delle Comunicazioni

Sky di nuovo nel mirino dell’Autorità delle Comunicazioni che multa ancora la nota Pay-Tv.

In due settimane ben due multe dall’Autorità che vanno ad aggiungersi a quella datata febbraio 2019 per mano dell’Antitrust che aveva sanzionato Sky per pubblicità ingannevole.

E se la questione relativa alla fatturazione delle bollette a 28 giorni aveva portato la Pay Tv a pagare una multa da 1 milione di euro, anche questa nuova multa – sempre da parte dell’AGCOM – non sembra promettere nulla di buono. Se infatti l’importo esatto non è stato ancora deciso, quello che si sa è che la sanzione amministrativa può partire da 240.000€ e arrivare fino a 2,4 milioni di euro.

Qual è il motivo della nuova multa a Sky

Questa volta l’Autorità delle Comunicazioni ha preso di mira l’ultimo pacchetto calcio di Sky e dove l’offerta ha subìto una riduzione rispetto ai tre anni precedenti. Nonostante ciò, il prezzo proposto agli utenti è lo stesso. Nello specifico, la Pay Tv ha perso tutta la Serie B (proposta ora da Dazn) e tre gare della Serie A. Stando alle variazioni avvenute, Sky avrebbe dovuto preoccuparsi di informare tutti gli abbonati di questa offerta più esigua e avrebbe dovuto dare la possibilità di chiudere l’abbonamento senza aggravanti con penali o costi di disattivazione.

Secondo l’Autorità: “Sky ha leso il diritto di scelta di una vasta platea di utenti, conseguendo indebiti vantaggi economici. La violazione può essere considerata di rilevante entità” e risulta essere “ancora in atto”.

Questa situazione era già emersa ad ottobre 2018 quando l’Autorità aveva diffidato Sky chiedendole appunto di fornire ai clienti il diritto di recedere dall’abbonamento per i motivi di cui sopra. Diritto di recesso che doveva essere garantito per 30 giorni e che doveva avvenire:

  • recandosi in un punto vendita di riferimento;
  • via internet;
  • tramite telefono.

Ma Sky ha invece fatto ricorso al Tar e ha fatto notare che non è possibile portare avanti un nuovo giudizio di tipo amministrativo ad opera dell’Autorità delle Comunicazioni, se non si è risolto un primo giudizio amministrativo per mano dell’Antitrust e che appunto aveva multato Sky a febbraio per la questione del pacchetto calcio con un’offerta ridotta.

Secondo l’Autorità, la nota Pay Tv ha anche offerto agli abbonati le partite Dazn a pagamento, quando avrebbe dovuto proporle gratuitamente.

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