Patto di Stabilità, Dombrovskis: decisione finale arriverà in primavera

(Teleborsa) – Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Valdis Dombrovskis ha dichiarato che una decisione finale sulla clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità arriverà in primavera. “Finora, sulla base delle previsioni invernali della Commissione, la clausola di salvaguardia generale sembra destinata a rimanere attiva nel 2022, ma non più a partire dal 2023”, ha dichiarato nella conferenza stampa successiva all’incontro informale dell’Ecofin.

Dombrovskis ha raccomandato intanto ai Paesi di “fare buon uso” della spinta economica che arriverà dalle risorse del Recovery Fund, “senza causare disavanzi e debiti aggiuntivi”. Proprio in merito al RRF, il vicepresidente europeo ha riferito che i ministri hanno discusso dello stato di avanzamento dei piani nazionali di ripresa e resilienza ma ha sottolineato che “c’è molto lavoro da fare”. “Ciò include trovare il giusto equilibrio tra riforme e investimenti e tradurli in pietre miliari e obiettivi per guidare gli esborsi. Questo compito non deve essere sottovalutato”, ha aggiunto.

In particolare, Dombrovskis si è focalizzato sulla digitalizzazione in merito alla strategia dei pagamenti al dettaglio della Commissione con “l’introduzione dei pagamenti istantanei e lo sviluppo di sistemi di pagamento paneuropei”. “Ciò renderà il nostro mercato dei pagamenti al dettaglio competitivo e innovativo. Presto lanceremo una consultazione pubblica al fine di promuovere la diffusione dei pagamenti istantanei”, ha spiegato.

Un ultimo commento è infine arrivato sul dossier della “digital tax“. Accogliendo il cambio di passo dell’amministrazione statunitense, il vicepresidente della Commissione ha ribadito che serve ancora un accordo globale sulla riforma a livello OCSE e G20: “restiamo fiduciosi di raggiungere un consenso entro la metà del 2021”. Nel frattempo, “parallelamente”, “stiamo proseguendo i preparativi per proporre un prelievo digitale dell’UE, che fungerà da risorsa propria dell’UE entro il 2023. Faremo in modo che questo integrerà il processo OCSE e sarà compatibile con l’OMC”.

“La crisi rende ancora più importante concordare sulla tassazione delle imprese digitali e su altre questioni un’aliquota fiscale minima. Ciò sia per garantire le entrate fiscali tanto necessarie sia per garantire che tutti paghino la loro giusta quota di tasse”, ha concluso.

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