Passaporto vaccini Ue, Von der Leyen: almeno tre mesi per lo sviluppo tecnico

(Teleborsa) – I leader dell’Unione europea hanno trovato un accordo di massima sul cosiddetto “passaporto vaccinale“, chiedendo “che si continui a lavorare su un approccio comune ai certificati di vaccinazione” con la volontà di tornare a discutere dell’argomento. La posizione è stata poi ripresa e illustrata dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen nel corso della conferenza stampa al termine del vertice tra i capo di Stato e di governo europei.

“Ci servono almeno tre mesi per lo sviluppo tecnico di un sistema inter-operabile europeo” per i passaporti vaccinali, ha spiegato. L’accordo, ha aggiunto, riguarda l’utilizzo di “una serie di dati minimi” nel passaporto “che potrebbero essere utili per dare informazioni sulla presunta immunità” dei cittadini europei. Uno dei problemi relativi al certificato infatti ruota intorno infatti al perimetro dei dati sensibili e delle informazioni confidenziali dei singoli cittadini da condividere alla frontiera. Per questo la presidente della Commissione Ue ha sottolineato che tali informazioni – vaccinazione, negatività a un test e l’eventuale sviluppo di anticorpi – devono essere “pertinenti a livello transfrontaliero”.

Resta ferma la volontà di “sviluppare un approccio europeo” al sistema dei passaporti vaccinali. “Se non ci riuscissimo, le iniziative bilaterali creerannno ancora più difficoltà”, ha avvertito von der Leyen che ha sottolineato come Google e Apple siano già pronte a offrire soluzioni all’OMS. Si tratta però di condividere “informazioni confidenziali, quindi vogliamo dire chiaramente che noi offriamo una soluzione europea“. La speranza Bruxelles è di progredire verso un accordo pieno con i governi europei già a marzo. La presidente della Commissione ha messo in evidenza che “il dibattito dovrà tenere conto del rischio di discriminazioni” ma anche del fatto che “per molti Paesi Ue il turismo è estremamente importante dal punto di vista economico e sociale”.

Quanto alla campagna di vaccinazione, von der Leyen ha detto che la Commissione è fiduciosa “di poter raggiungere il nostro obiettivo a fine estate di vaccinare il 70% della popolazione europea adulta: si tratta di 255 milioni di cittadini della Ue, e se guardiamo ai dati previsti questo è un obiettivo che siamo certi di poter realizzare”.

“Vogliamo un passaporto verde a livello Ue col quale si possa viaggiare liberamente, per affari e per andare in vacanza, oltre a godere finalmente di eventi culturali, e altro”, ha scritto su Twitter il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz. Kurz è tra i leader contattati dal premier greco, Kyriakos Mitsotakis per creare una coalizione in grado di portare avanti la sua proposta di passaporto Covid in vista dell’estate. Secondo quanto riporta Ansa, tra i Paesi che frenano per l’adozione di questa soluzione ci sarebbero Germania, Paesi Bassi e Belgio che ritengono la discussione prematura.

Nel frattempo anche il presidente francese, Emmanuel Macron, ieri sera ha deciso di convocare per la prossima settimana i membri del suo governo per preparare un “pass sanitario” – che non sarà legato solamente alla somministrazione del vaccino – in vista della riapertura dei luoghi di cultura e dei ristoranti chiusi durante la pandemia del Covid-19. La creazione di questo nuovo strumento, ha riconosciuto Macron “porrà molte questioni tecniche, di rispetto dei dati individuali, di organizzazione delle nostre libertà” e per questo “bisogna prepararlo fin da ora tecnicamente, politicamente, giuridicamente”. “Dobbiamo evitare – ha aggiunto Macron – che ciascun Paese sviluppi un proprio sistema, lavorando a una certificazione medica comune”.

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