Parità salariale, Confcommercio: evitare vincoli e sanzioni

(Teleborsa) – “È necessario evitare un aumento di sanzioni a carico delle imprese e l’introduzione di misure eccessivamente vincolanti ed onerose sulla trasparenza salariale, in considerazione del fatto che il divario retributivo di genere non dipende unicamente dalle politiche salariali aziendali. Incide anche, ad esempio, il maggior impiego delle donne con contratti a tempo parziale e la discontinuità delle carriere legata ad attività di cura, anche in conseguenza della cronica carenza di servizi pubblici”. Così Donatella Prampolini Manzini, Vice Presidente Confederale, si è espressa in occasione dell’audizione di Confcommercio sulla Proposta di Direttiva in materia di parità salariale tra uomini e donne da parte della XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati.

“Tali fattori strutturali – ha proseguito Prampolini – spiegano come si manifestino le differenze salariali tra uomini e donne nel mercato del lavoro. Il ruolo che le Parti Sociali possono svolgere in tale ambito deve essere valorizzato anche da interventi regolatori in ambito europeo in materia di parità retributiva, posto che la contrattazione collettiva si pone come terreno naturale per definire, oltre al trattamento economico minimo a prescindere da distinzioni di genere tra lavoratori, anche ulteriori strumenti di garanzia nell’ambito dei sistemi di bilateralità discipinati dai CCNL. Nel prossimo autunno verrà pubblicato uno studio condotto da Doxa e commissionato dagli Isituti bilaterali Quadrifor ed Ebinter sul tema oggetto dell’audizione odierna”. “Il nostro CCNL – ha concluso Prampolini – il più applicato in Italia, prevede già organismi paritetici deputati ad individuare iniziative per promuovere la parità di genere”.

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