Paradisi fiscali, Ue cancella 8 paesi dalla lista nera: c’è anche Panama

L'annuncio arriva appena un mese dopo l'adozione della black list da parte dell'Ecofin

(Teleborsa) Un decimo del denaro mondiale è investito nelle piazze finanziarie offshore. Dati shock resi noti da un recente studio condotto dal National Bureau Of Economic Research del Massachusetts (Nber) nel quale sono stati stimati i capitali sottratti da ogni singolo paese perché parcheggiati in paradisi fiscali all’estero.

Il risultato è, appunto, che la somma di beni e averi imboscati in conti offshore e all’estero ammonta a quasi il 10% del Pil mondiale.

Un tema quello dei paradisi fiscali o paesi a fiscalità privilegiata particolarmente caro e sentito anche a livello comunitario, con l’Ue che era da tempo ormai impegnata nella creazione di una “black list”, ossia una unica lista di questi paradisi fiscali, di paesi non collaborativi, a livello europeo. Tanto che lo scorso 6 dicembre il Consiglio europeo aveva approvato la sua prima blacklist di paradisi fiscali dopo una selezione avvenuta sulla base di tre criteri: trasparenza fiscale, tassazione equilibrata e applicazione delle norme dell’Ocse sul trasferimento dei profitti da un paese all’altro.

17 PAESI DELLA BLACK LIST – La lista nera comprendeva 17 giurisdizioni: le Samoa Americane, il Bahrain, le Barbados, Grenada, Guam (territorio non incorporato degli Usa), la Corea del Sud, Macao (ex colonia portoghese, ora Regione Amministrativa Speciale della Cina), le Isole Marshall, la Mongolia, la Namibia, Palau (indipendente dagli Usa dal 1994), Panama, Saint Lucia, Samoa, Trinidad e Tobago, Tunisia ed Emirati Arabi Uniti.

8 DI MENO – In queste ore, però, i funzionari dell’Unione europea hanno proposto la rimozione di otto giurisdizioni dalla lista nera dei paradisi fiscali adottata dall’Ue lo scorso dicembre, che i critici avevano già bollato come una retromarcia nella campagna di Bruxelles contro l’elusione fiscale.

Secondo quanto si apprende, i paesi che saranno cancellati dalla lista nera dell’Ue sono Panama, Corea del Sud, Emirati Arabi, Barbados, Grenada, Macao, Mongolia e Tunisia. La rimozione di questi paesi dalla lista verrà discussa mercoledì, in occasione della riunione mensile dei ministri delle Finanze europei a Bruxelles.

LISTA GRIGIA – Accanto alla lista nera, infatti, è stata già creata una grigia che comprende tutte le giurisdizioni che si dichiarano disponibili a collaborare con le autorità fiscali europee. Ovviamente, la Ue valuterà la loro effettiva disponibilità e l’efficacia della loro collaborazione prima di toglierli anche dalla lista grigia.

LISTA NERA AGGIORNATA – I nove paesi rimasti nella lista nera, dunque, sono le Samoa Americane, Bahrain, Guam, Isole Marshall, Namibia, Palau, Santa Lucia, Samoa e Trinidad e Tobago.

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