Paradisi fiscali, quanti soldi perde il Fisco italiano ogni anno

I profitti delle multinazionali trasferiti nei paradisi fiscali causano ingenti perdite agli Stati

I Paradisi fiscali rappresentano una grande preoccupazione per gli Stati a causa del denaro che si vedono sottrarre dalle loro casse per tasse non pagate.

Un numero elevato di società trasferiscono le loro sedi e i profitti in Paesi a zero tassazione o con tassazione molto bassa, evitando di pagare le tasse, o pagandone cifre molto basse, nei Paesi in cui effettivamente operano. Una situazione che non necessariamente è illegale, ma che causa una inevitabile ed elevata elusione fiscale.

La responsabilità è dovuta principalmente all’esistenza di regole obsolete sulla tassazione internazionale, non in grado di regolamentare i nuovi modelli di business, in particolare quelli legati all’economia digitale.

In questo modo, ognuno cerca la soluzione più conveniente e per molte multinazionali, da Amazon a Google, è quella di spostare sedi societarie e profitti nei Paesi dove si pagano meno tasse. Una situazione che crea un forte squilibrio, con ingenti perdite di getto fiscale nei Paesi in cui quelle aziende sono nate o si trovano ad operare, con effetti distorsivi del mercato e guadagni ingenti per gli Stati paradisi fiscali.

Per questo motivo gli Stati dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) stanno studiando nuove regole internazionali per contrastare l’elusione fiscale delle grandi società e la perdita di entrate fiscali per gli Stati.

Nel frattempo, uno studio ha quantificato il gettito perso dai singoli Stati per colpa dei paradisi fiscali e tra i più colpiti c’è anche l’Italia. Si intitola “The Missing Profits of Nations”, “I profitti perduti delle Nazioni” ed è stato realizzato dai ricercatori Thomas Tørsløv e Ludvig Wier dell’Università di Copenaghen e Gabriel Zucman dell’Università di Berkeley, in California. Lo studio è stato presentato al Fondo Monetario Internazionale e offre un’analisi dettagliata delle perdite erariali dei singoli Stati.

Lo studio, i cui dati si riferiscono al 2016, ha quantificato i profitti delle multinazionali spostati nei paradisi fiscali in 650 miliardi di dollari, pari a circa 590 miliardi di euro, con un risparmio fiscale di circa il 10%.

Tra i Paesi più colpiti da questa sottrazione di tasse ci sono soprattutto quelli europei. La Germania perde il 29% di entrate fiscali, la Francia il 24%, il Regno Unito il 21% e l’Italia il 19%. Fuori dall’Europa, i Paesi più penalizzati sono gli Stati Uniti con il 17% e il Brasile il 10%.

Le multinazionali che spostano maggiori profitti nei paradisi fiscali sono quelle statunitensi, circa il 60%, mentre quelle degli altri Paesi sono circa il 40% in media. La società “simbolo” di questa pratica di elusione fiscale è Google Alphabet che nel 2017 ha incassato profitti per la cifra di 23 miliardi di dollari (21 miliardi di euro) registrati sull’isola di Bermuda, paradiso fiscale dell’Oceano Atlantico dove la tassazione delle società è zero.

Va poi sottolineato che il trasferimento dei profitti societari nei paradisi fiscali va a vantaggio non solo delle aziende ma anche dei loro azionisti che non pagano tasse sui dividendi incassati.

Il dato più sconvolgente, tuttavia, non è tanto il trasferimento dei profitti verso paradisi fiscali noti come le Isole Cayman, le Isole Vergini, Bermuda o la Svizzera, ma i trasferimenti all’interno della stessa Unione Europea che sono ben l’80%. Paesi come Lussemburgo, Irlanda e Olanda, paradisi fiscali comunitari, sottraggono circa 5,4 miliardi di euro (6 miliardi di dollari) al Fisco italiano.

A livello mondiale, invece, nei Paesi Ue di Lussemburgo, Irlanda, Olanda, Belgio, Cipro e Malta vengono trasferiti dalle multinazionali circa 290 miliardi di dollari di profitti all’anno (265 miliardi di euro).  Queste somme provengono per il 35% da altri Paesi europei a tassazione elevata, come Italia e Francia, il 30% dai Paesi in via di sviluppo e infine il 25% dagli Stati Uniti.

Per quanto riguarda l’Italia, circa 25 miliardi di dollari (23 miliardi di euro) di profitti delle multinazionali realizzati nel nostro Paese vengono spostati nei paradisi fiscali. Il risultato è una perdita di gettito per il Fisco italiano di 8 miliardi di dollari, pari a 7,3 miliardi di euro.

I dati dello studio sono pubblicati sul sito web Missing Profits.

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