Pandemia e crisi microchip, mercato dell’auto ancora in caduta

(Teleborsa) – Continua la caduta del mercato dell’auto, condizionato negativamente dalla crisi dei componenti elettronici e dall’esaurimento degli incentivi.

Nel mese di settembre, secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, le nuove immatricolazioni sono state 105.175 ( 51.200 vetture in meno e un calo del 32,7% rispetto alle 156.357 auto immatricolate a settembre 2020), mentre rispetto alle 142.525 immatricolazioni dello stesso mese del 2019 la flessione è del 26,2%. Il dato complessivo dei nove mesi indica una perdita di oltre 300.000 veicoli con una flessione del 20,6% (a 1.165.491 unità) rispetto allo stesso periodo 2019.

Il forte calo di settembre – spiega UNRAE – è determinato dal sovrapporsi di due pesanti crisi congiunturali: da un lato la prosecuzione della carenza delle forniture legate alla cronica crisi dei microchip, che causa forti ritardi nella consegna di moltissimi veicoli e rallenta le vendite in tutti segmenti di mercato; dall’altro l’esaurimento delle risorse destinate all’Ecobonus, che in due giorni ha visto dissolversi anche i fondi che nelle scorse settimane erano stati trasferiti dall’Extrabonus per supplire a un primo esaurimento dell’Ecobonus già in piena estate.
Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, “la stangata dei microchip insieme a quella della pandemia stanno determinando una situazione di assoluta emergenza per il comparto dell’auto. E’ dunque indispensabile che il Governo assuma provvedimenti immediati utilizzando la Legge di Bilancio o anche ricorrendo alla decretazione d’urgenza per prevedere subito interventi a favore del settore in attesa di definire, nei tempi più rapidi possibili, un piano organico per sostenere in maniera strutturale la difficile transizione verso l’auto elettrica”.

(Foto: ElisaRiva / Pixabay)

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