Pandemia, colpo da ko per libere professioni

(Teleborsa) – “E’ necessario che al centro dell’agenda politica del prossimo Governo ci sia un dossier sulle libere professioni. Siamo certi che il Premier incaricato, Mario Draghi, si faccia carico della crisi che investe le categorie ordinistiche che nell’ultimo anno hanno subito più di tutte il peso della pandemia con perdite di fatturato enormi”. Lo afferma il responsabile nazionale della Fapi libere professioni, Ciro Aquino per il quale “è necessario introdurre anche per queste categorie l’indennità sostitutiva di continuità reddituale e operativa“.

Se è vero, infatti, che quasi tutti i settori e le categorie sono state colpite dal Covid, è pur vero che alcuni, più di altri, hanno pagato un prezzo più alto. L’onda d’urto provocata dall’emergenza Covid-19 si è abbattuta in modo particolarmente violento sulle libere professioni.

Numeri alla mano, nei primi sei mesi del 2020, oltre 30 mila liberi professionisti (in maggioranza donne) hanno dovuto abbandonare la propria attività a causa della crisi innescata dalla pandemia, cui si aggiungono circa 170 mila lavoratori indipendenti su una platea dioltre 1,5 milioni di lavoratori autonomi bloccati dal primo lockdown (dati al 3maggio 2020).

Questa la triste fotografia del settore professionale scattata pochi giorni fa dal “V Rapporto sulle libere professioni in Italia 2020”, curato dall’Osservatorio libere professioni di Confprofessioni.

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