Padoan: “PIL in crescita anche grazie alle politiche del Governo”

(Teleborsa) – “Riduzione delle tasse, incentivi agli investimenti privati, misure sociali per il contrasto alla povertà e alla disuguaglianza; gestione oculata del bilancio allo scopo di migliorare i saldi di finanza pubblica, così da stabilizzare la relazione tra debito e PIL e rimuovere cause di preoccupazione ed instabilità nei mercati, che potrebbero fare aumentare i tassi e quindi sottrarre risorse alla ripresa”. Secondo il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan è questa la ricetta messa a punto dalla politica economica per far risalire l’economia. 

Padoan ha così commentato i dati sul PIL italiano che, nel secondo trimestre ha sorpreso mostrando una crescita tendenziale sopra le attese.

“Questa mattina mattina l’Istat ci ha informato che nel secondo trimestre dell’anno il prodotto interno lordo è aumentato rispetto al trimestre precedente per la decima volta consecutiva. L’incremento dello 0,4% corrisponde a una crescita dell’1,5% rispetto al livello raggiunto nel secondo trimestre 2016, il tasso di crescita economica più sostenuto dall’inizio della crisi”.

Il Ministro ha ricordato che “L’intero spettro delle tasse sulle famiglie e sulle imprese è stato interessato da riduzioni: è stata ridotta l’Irpef ai lavoratori con remunerazioni più basse attraverso un beneficio di 80 euro al mese, è stata eliminata la componente Irap calcolata sul lavoro dipendente, è stata cancellata l’IMU sui beni strumentali imbullonati e quella sui terreni agricoli, l’IRES è scesa dal 27,5% al 24%, l’imposta sulla proprietà della casa in cui si vive (TASI) è stata cancellata. Stimiamo che nel 2017 su queste voci i contribuenti italiani pagheranno meno imposte per un importo superiore a venti miliardi di euro rispetto al 2013.

Padoan ha poi aggiunto che: “gli investimenti privati sono ripartiti anche grazie alle agevolazioni fiscali: super-ammortamento, iper-ammortamento, credito d’imposta per ricerca e sviluppo e altri incentivi hanno spinto le imprese a cogliere un clima internazionale più favorevole alla crescita per fare investimenti con i quali migliorare la propria capacità produttiva”.

Il Ministro ammette però che “sul fronte degli investimenti pubblici c’è ancora molto da fare: dopo anni di contrazione della spesa in conto capitale, sono stati aumentati gli stanziamenti ed è stato abolito il patto di stabilità interno che limitava le capacità di intervento degli enti locali. La necessaria riforma del codice degli appalti realizzata nel 2016, riveduta e corretta nell’anno in corso, aiuterà a gestire in modo più trasparente ed efficiente gli appalti pubblici. Si stanno creando le condizioni per una ripresa sostenuta nella realizzazione di infrastrutture, che è già evidente in campo ferroviario. Sarà primario lo sforzo nella messa in sicurezza del Paese sotto il profilo dei rischi sismici e idrogeologici.

Nel frattempo la riforma del mercato del lavoro ha cancellato una invisibile barriera tra protetti e non protetti, eliminando una delle radici della disuguaglianza tra i lavoratori. Al tempo stesso il mercato ha guadagnato dinamismo; il risultato si misura nell’incremento del numero di lavoratori dipendenti: 782mila occupati in più a giugno 2017 rispetto a giugno 2014. Quasi la metà di questi con contratti a tempo indeterminato.”

A Padoan ha fatto eco, il viceministro dello Sviluppo economico, Teresa Bellanova che ha spiegato: “se ancora una volta i numeri indicano andamenti positivi, se l’Istat ci dice che l’incremento del PIL è il più alto dal 2011 a oggi, significa solo che il sistema di riforme e azioni varate in questi anni dal Governo è sulla strada giusta”.

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