PA, l’Anief sollecita il recupero del TFR eroso dei dipendenti pubblici

(Teleborsa) – Sul trattamento di fine rapporto dei pubblici dipendenti arriva un accordo, tra l’ARAN e le Confederazioni Sindacali, che permette di spostare in avanti di cinque anni, fino al 31 dicembre 2020, la scelta se passare dal regime di Trattamento di fine servizio (TFS) al Trattamento di fine rapporto (TFR). 

Sebbene le parti – pubblica e sindacale – si siano trovate d’accordo sulla “necessità di attivare, entro un anno dalla sottoscrizione, un confronto per verificare tali disposizioni”, tuttavia il sindacato della scuola Anief ha messo in luce una palese disparità di trattamento.

Denunciando la “palese ingiustizia” che l’Amministrazione ha attutato nei confronti di un alto numero di lavoratori andati in pensione negli ultimi anni, il sindacato ricorda l’applicazione illegittima di una trattenuta, pari al 2,69%, derivante dal passaggio coatto dal “Trattamento di fine servizio”. Tale trattenuta ha infatti prodotto una liquidazione ridotta per un importo che varia dai 750 euro ai 1.500 euro: tale sottrazione è stata applicata a tutti coloro che hanno lasciato il servizio a partire dal 1° settembre 2011 al 31 dicembre 2012.

“Giurisprudenza e Consulta ci danno ragione”, ha affermato il leader dell’Anief Marcello Pacifico, aggiungendo “Presto indicheremo al personale come far partire i decreti ingiuntivi e recuperare con celerità le somme sottratte indebitamente”.

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