PA, la Corte dei Conti rileva criticità nel global service immobiliare

(Teleborsa) – Il sistema di global service di manutenzione immobiliare, il contratto di esternalizzazione con il quale un committente affida ad un assuntore, per un periodo di tempo definito, un sistema integrato di servizi per la conservazione in efficienza di beni immobiliari delle Amministrazioni dello Stato, presenta alcune criticità.

A rilevarle è la Corte dei Conti nella relazione al Parlamento su “Il global service immobiliare nelle amministrazioni centrali dello Stato”.

Il rapporto parla di “quadro non omogeneo di situazioni”, e se “i riscontri sono stati tendenzialmente positivi, non poche sono le risposte delle amministrazioni che riportano bassi livelli di soddisfazione, assenza di effettivi risparmi nei costi e nell’impiego di risorse umane. Non poche e non di piccola entità sono anche le occasioni in cui singoli uffici hanno abbandonato il modello del global service per ricorrere al Mercato Elettronico della P.A., con il quale, non solo si conseguono comparativamente risparmi talvolta cospicui, specie per i servizi di pulizia e di igiene ambientale, ma si ottengono anche notevoli benefici in termini di duttilità dei servizi resi”.

Dall’indagine è emersa, innanzitutto, la necessità di evitare possibili intese anticoncorrenziali, capaci di condizionare gli esiti delle gare per l’accesso alle convenzioni. “A tale riguardo assume valore prioritario”, spiega la Consulta, la questione delle dimensioni dei lotti le quali ora risultano sproporzionate rispetto alle esigenze di massima concorrenzialità e irragionevolmente lesive dell’interesse della stessa amministrazione a favorire la più ampia partecipazione di operatori privati, al fine di conseguire i maggiori risparmi economici che solo un confronto competitivo ampio può assicurare”.

Vengono in evidenza, quindi, nei riguardi del facility management, due profili principali di criticità: uno è quello della qualità dei servizi, l’altro quello della effettiva economicità.

Per quanto concerne il primo aspetto, “un miglioramento della soddisfazione può essere perseguito soprattutto attraverso un efficientamento dei rapporti tra committente e assuntore nella fase gestionale del rapporto”, suggerisce la Corte.

Per quanto concerne poi l’aspetto della economicità, “occorre introdurre misure che stimolino la concorrenzialità tra le imprese partecipanti alle gare, dando spazio adeguato anche alle piccole e medie imprese”.

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