PA digitale e innovazione. Colao promette: “Entro 2027 banda larga ovunque”

(Teleborsa) – Il Ministro dell’innovazione e della transizione digitale Vittorio Colao promette che, nel 2027, avremo “tutte le case, le scuole e le strutture connesse con banda larga, dove possibile con la fibra”. Lo ha detto partecipando al Festival dell’Economia di Trento dopo che il Decreto reclutamento ha previsto 400 assunzioni per attuare la digitalizzazione della PA.

Colao ha spiegato che l’innovazione “non si può scegliere”, ma sicuramente lo Stato “può cominciare ad essere innovatore nelle aree dove è monopolista” e “porsi degli obiettivi”, mentre “le imprese diventano gli strumenti per realizzarli”.

400 assunzioni per la PA digitale

Frattanto, il decreto reclutamento ha compiuto il primo passo per la digitalizzazione della PA, con l’istituzione del “Digital transformation office ed oltre 400 assunzioni per l’attuazione del PNRR: un contingente di 268 esperti per il Dipartimento per la trasformazione digitale (DTD), 67 persone per l’Agenzia Italia Digitale (AgID) ed altre 70 nuove professionalità presso altre amministrazioni. Le assunzioni saranno a tempo determinato e garantiranno la raccolta delle competenze specialistiche necessarie per poter seguire tutte le progettualità del PNRR fino al 31 dicembre 2026.

Banda larga avanti tutta

Con il decreto Semplificazioni vengono introdotte importanti novità per velocizzare le procedure di autorizzazione per la banda ultra larga fornire una spinta decisiva al processo di copertura del territorio nazionale e aumentare, di conseguenza, il numero di cittadini e imprese che potranno usufruire dei servizi già disponibili. Oggi, infatti, occorrono oltre 300 giorni per le procedure autorizzatorie degli scavi, mentre il decreto taglia i tempi fino ad un massimo di 90 giorni, grazie all’istituto del silenzio assenso.

Tanti nuovi servizi per i cittadini

E’ sprint anche per i servizi “digitali” ai cittadini: il domicilio digitale che elimina le raccomandate cartacee; i certificati digitali zero spese (esenti da imposta di bollo e diritti di segreteria); la possibilità per chi non è avvezzo al “digitale” di delegare chi è in possesso di Identità Digitale (SPID o Carta d’Identità Elettronica) ad accedere per proprio conto ai servizi pubblici online.

Interoperabilità banche dati

Un’altra grande conquista sarà la condivisione dei dati della PA, che sarà automatico e avverrà su una piattaforma dedicata, in modo tale che non sarà più chiesto ai cittadini o alle imprese di fornire numerose volte i dati (già in possesso di altre amministrazioni) o di recarsi in diversi uffici per ritirare le pratiche.

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