PA, Brunetta: nel decreto Covid ci sarà lo sblocco di tutti i concorsi pubblici

(Teleborsa) – Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta ha annunciato che il Cts ha dato l’ok per sbloccare tutti i concorsi pubblici sospesi a causa del Covid. La scelta – ha spiegato nel corso della relazione sui livelli e la qualità dei servizi offerti dalla P.A. – “sarà contenuta domani nel decreto Covid“. Questa decisione, ha sottolineato il ministro, vuol dire “ridare speranza a decine di migliaia, se non centinaia di migliaia, di giovani”.

“Voglio ripartire dalla pubblica amministrazione rinnovando il contratto per essere catalizzatore di questa fase. Quest’anno saranno rinnovati tutti i contratti – ha aggiunto – Non è un vantaggio, non e’ un privilegio, ma la condizione per far ripartire l’intero Paese”. Per Brunetta, infatti, “il contratto è fondamentale. Se non c’è, il sistema non può ripartire. Non voglio un altro dualismo tra garantiti e non garantiti. Non voglio un’Italia strappata, ma coesa e unita”.

Il ministro ha poi illustrato la sua idea di pubblica amministrazione che “non esiste in sé, ma solo per produrre beni e servizi pubblici per tutto il Paese e li produce in una condizione particolare: senza aver il mercato come controllore. La P.A. deve avere solo regole”. “Il Covid è stato una tragedia che ha messo sotto stress la nostra società, il Paese, le istituzioni, l’economia – ha sottolineato – è stato un grande test sociale che ha prodotto una serie di analisi, impatti e verifiche. Una delle prime risultanze è stato quello di aver messo in evidenza i volti della Repubblica, come li chiamati il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”.

Renato Brunetta si è poi soffermato sull’intero quadro economico, definendo il Recovery Fund “un grande catalizzatore di riforme”. “Siamo in una congiuntura favorevole, una congiuntura astrale straordinaria che non so se mai ci ricapiterà più”, ha detto, sottolineando il ruolo che la squadra di governo e il presidente del Consiglio avranno in questa fase cruciale: “abbiamo anche il presidente Mario Draghi e un governo di unità nazionale. Una leadership come quella di Draghi in questo momento penso sia di una straordinaria valenza in termini di credibilità internazionale. Questo è un asset, un valore, un capitale”.

“La congiuntura sta cambiando. Le previsioni di crescita quest’anno vanno tra il 4 e il 5% – ha dichiarato – Sono tassi di crescita da boom economico degli anni ’60. È chiaro che si tratta di un rimbalzo. È comunque un tasso di crescita elevato che vuole dire consumi, investimenti e fiducia”.

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