PA, Brunetta annuncia investimenti e rivoluzione per i concorsi

(Teleborsa) – Più investimenti, selezioni sulla base dei curricula e regolamentazione dello smart working. Questa la ricetta del ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta.

“Voglio migliorare la Pubblica amministrazione con gli investimenti. Abbiamo le risorse per farlo. Ci sono 200 miliardi dell’Europa. Abbiamo l’obbligo di farlo e questa è una grande occasione. Essere ricacciato nella logica dei buoni e i cattivi non ne posso più – ha affermato Brunetta –. Sono il ministro del lavoro pubblico e ho già fatto questo mestiere dodici anni fa. Penso di avere qualche competenza. La pandemia è una guerra che ha distrutto l’economia, ma rischia di distruggere anche la coesione sociale. Io sono il ministro di medici, infermieri, impiegati, magistrati, forze dell’ordine, insegnanti. Questi sono i volti del lavoro pubblico. Io voglio investire nel loro lavoro, nelle loro professioni. Io lavoro per il Paese e non sopporto il dualismo ‘date ancora i soldi ai burocrati e non li date al lavoro autonomo, garantiti-non garantiti’. Questa è una retorica che non sopporto più”.

Sul fronte delle selezioni pubbliche Brunetta ha annunciato “una piccola rivoluzione” volta a dire “basta ai concorsi cartacei delle cinquecento, delle mille persone riunite negli stadi per scrivere un testo che verrà corretto due anni dopo, per fare un orale che verrà espletato cinque anni dopo, per vedere i risultati otto anni dopo. Così non si va da nessuna parte. Ci sono in Italia – ha spiegato il ministro – tantissimi giovani bravi, iscritti agli ordini professionali, giovani che hanno fatto il dottorato all’università, professionisti straordinari”. Verranno selezionati “responsabilizzando gli enti che attuano i progetti, dando loro schede, curricula, intelligenza artificiale per trovare specializzazioni e dicendo loro di scegliere” attraverso una selezione. Si procederà “come si fa in tutta Europa”, ha sottolineato Brunetta.

Per quanto riguarda lo smart working nella Pubblica Amministrazione Brunetta ha precisato che “è stata una risposta emergenziale che ha ci ha fatto imparare una modalità innovativa ma – ha spiegato – che deve essere legata ai contratti, deve essere legata alle esperienze”. Questa modalità di lavoro – ha assicurato il ministro – non diventerà strutturale e non sarà “imbrigliato in percentuali” fisse. Deve rientrare “nei contratti, sulla base delle esigenze delle aziende. Se un’azienda ha bisogno di lavoro a distanza – ha concluso – se l’organizza, se un’altra azienda non ha bisogno di lavoro a distanza non lo fa”.

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