PA, aumenti solo per chi guadagna meno. La smentita del ministro Madia non convince

(Teleborsa) – Non convince la smentita del ministro della Pubblica Amministrazione (PA), Marianna Madia, a proposito degli aumenti nel pubblico impiego riservati a chi sta sotto i 26.000 euro. “Ho solo detto che chi ne guadagna 200.000 può aspettare”, si è affrettato a dire il titolare della Funzione Pubblica, a proposito dell’adeguamento stipendiale dei lavoratori statali dopo sei anni di blocco contrattuale.

Secondo il sindacato della scuola Anief, l’Esecutivo tenta di mantenere la stessa cifra di investimenti restringendo il campo dei lavoratori beneficiari, lasciando a bocca asciutta una buona fetta di dipendenti pubblici. Stride, ancora una volta, l’atteggiamento di totale rinuncia nell’assegnare pure gli adeguamenti minimi a tutto il personale statale. Nessuno escluso. Soprattutto quando si mette a confronto la situazione interna con quanto accade in altri Paesi. In Francia, ad esempio, dove il Governo ha di recente deciso di investire un miliardo di fondi per gli stipendi dei docenti.

Quel che preoccupa è che anche l’unica modalità certa di incremento, quale è l’indennità di vacanza contrattuale, venga ora messa ancora in discussione. Leggendo il Documento di Economia e Finanza 2016, l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale risulterebbe infatti bloccata almeno sino al 2018 e forse anche fino al 2021.

“Come si fa a dire che gli aumenti, indispensabili per non far soccombere le buste paga all’avanzare dell’inflazione, come accaduto negli ultimi anni, spettano solo ad una parte di dipendenti?, si chiede Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal. È possibile che il Governo sia scivolato nell’errore del ministro Giannini, quando di recente ha confuso il merito, rivolto ad una stretta cerchia di lavoratori, con gli stipendi base fermi dal 2009: è un’offerta inaccettabile”, ha concluso Pacifico.

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