Ore decisive per Mps. Cda nel pomeriggio. Pronto il Decreto del Governo

(Teleborsa) – Ore cruciali per Mps. Il Consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi Siena è riunito a Milano praticamente senza soluzione di continuità. Dopo il rifiuto di Bce di concedere in gennaio i 20 giorni di proroga richiesti per il reperimento dei 5 miliardi di euro rimane praticamente solo la possibilità dell’intervento dello Stato. Intervento che secondo indiscrezioni si articolerebbe in due fasi. Tutto ciò mentre il vice Ministro Economia e Finanze, Enrico Zanetti pronuncia parole rassicuranti, proprio nel bel mezzo della crisi di Governo avviata a veloce conclusione: “Nel giro di pochi giorni si arriverà ad un provvedimento, perchè ci sono già soluzioni a portata di mano, bisogna solo portarle a compimento”. Il Decreto del Governo per il “salvataggio” sarebbe dunque pronto.

Nel frattempo, il lavoro dei responsabili si svolge su due fronti. L’istituto senese, che ricordiamo essere la banca più antica del mondo, insieme agli advisor Jp Morgan e Mediobanca, punta a una soluzione di mercato. Soluzione che potrebbe passare dalla riapertura della conversione dei bond al pubblico retail, oltre 40 mila risparmiatori che hanno in mano 2 miliardi di obbligazioni subordinate e che fino ad ora non hanno potuto aderire alla conversione per via degli stringenti paletti posti dalla Consob a tutela degli investitori non professionali.

Tutto ciò per aprire la porta all’intervento dello Stato che, rispettando le regole dell’Unione europea, potrebbe mettere sul piatto una garanzia tra i tre e i cinque miliardi di euro sull’aumento di capitale.

Riguardo il rifiuto di Bce, Mps fa sapere di non aver ancora ricevuto alcuna comunicazione al riguardo. Dovrebbero essere comunque necessari ancora alcuni giorni perché la decisione della struttura guidata da Danièle Nouy diventi efficace.

Il Cda Mps, nonostante frenetici contatti e discussioni, è comunque formalmente aggiornato al pomeriggio di oggi, domenica 11 dicembre, proprio per verificare se esistono ancora spiragli di mercato.

Il No della BCE alla proroga è diventato subito un “caso politico”, e non poteva essere diversamente: primi a commentare sono stati i sindacati, con FABI che ha infatti definito “irresponsabile” e “folle” la risposta data dalla vigilanza europea; il Movimento 5 Stelle ha invece invocato aiuti di Stato per la banca senese, per scongiurare il Bail-in, che penalizzerebbe solo risparmiatori e correntisti. Il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha invece fatto l’esempio degli Stati Uniti, citando la nazionalizzazione delle banche in difficoltà.

Indispensabile, ora, l’intervento del Governo. E questa necessità ha messo fretta al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che, dopo rapide consultazioni sulla formazione di un nuovo Governo, ha deciso di affidare l’incarico al Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. E i tempi sono decisi: accettazione dell’incarico e entro la serata lista dei Ministri. Giuramento lunedì mattina.

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