Opere utili grandi e piccole per connettere l’Italia con l’Europa e il Mediterraneo

(Teleborsa) – Dalla stagione delle Grandi Opere tout court alla quella delle Opere Utili, grandi o piccole, per connettere l’Italia e far emergere il ruolo centrale per gli scambi da e per l’Europa.

Nell’Aula Magna dell’Università di Roma La Sapienza, il Ministro Graziano Delrio ha presentato il percorso che sta portando avanti il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. 

Il titolare del dicastero ha fatto il punto delle politiche e delle scelte impostate a supporto della crescita economica del Paese che passa anche attraverso il miglioramento del sistema infrastrutturale nazionale e dei suoi collegamenti con l’Europa e con il Mediterraneo.

“Connettere l’Italia” è il paradigma con il quale è stata impostata al MIT una nuova stagione per la mobilità del nostro Paese, che si è concretizzata in scelte strategiche e un nuovo sistema di regole. Il Ministero ha messo al centro la pianificazione, la valutazione delle opere, la progettazione di qualità, e il coinvolgimento dei territori e dei cluster delle infrastrutture e dei servizi di mobilità.

“Non le grandi opere calate dall’alto, ma le opere utili, grandi e piccole, per connettere il Paese al suo interno e rispetto ai collegamenti internazionali, e per la sua crescita: è questo il filo conduttore dell’azione del Ministero e della struttura tecnica di missione di questi due anni – spiega il Ministro Graziano Delrio – facciamo il punto, con il settore delle infrastrutture e del trasporto, sulle linee strategiche e sul robusto sistema di regole, risorse e scelte concrete impostato da qui al 2030, e delle prossime sfide che ci attendono”.

Il titolare del dicastero fa sapere che sono stati “stanziati oltre 110 miliardi per infrastrutture considerate principali. L’85% di questi (circa 93,5 miliardi) è già stato finanziato, grazie allo sforzo dei governi Renzi e Gentiloni. Sono stati finanziati tutti i valichi alpini e le connessioni porti-ferrovie. Abbiamo così messo al centro della programmazione la logistica, un settore che vale oltre 100 miliardi di fatturato”.

L’Allegato del Ministero al al DEF 2017, che individua i fabbisogni al 2030, evidenzia il passaggio dalla centralità dei trasporti su gomma alla cura del ferro, agli investimenti su logistica e portualità; dai progetti sovradimensionati alla revisione progettuale di 30 opere; dalla estemporaneità delle scelte infrastrutturali alla valutazione della reale utilità di connessione, economica e sociale che ha portato a una selezione di un primo livello di 108 opere prioritarie.

Il percorso del MIT continua e troverà nel G7 Trasporti a Cagliari del prossimo 21 e 22 giugno la proposizione a livello internazionale di tre pilastri: la sostenibilità economica, ambientale e sociale.

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