Opec+ torna a riunirsi per patteggiare aumento produttivo

(Teleborsa) – Torna l’attenzione sull’Opec+ che, dopo il flop delle trattative della scorsa settimana, torna a riunirsi oggi per cercare un faticoso accordo su un eventuale aumento produttivo. Una decisione cruciale da cui dipende anche la credibilità dei paesi produttori di greggio, che hanno assicurato di voler mantenere un mercato ben approvvigionato e senza far lievitare i prezzi, che si sono già riflettuti sull’inflazione.

La scorsa settimana, l’intesa è naufragata a causa dell‘opposizione degli Emirati Arabi Uniti che, d’accordo ad incrementare l’output di 500mila barili al giorno da settembre a dicembre, per un totale di 2 milioni aggiuntivi, si sono opposti invece all’estensione del precedente Patto, che conferma i tagli decisi in piena pandemia sino a marzo 2022. Altri membri Opec come Russia ed Arabia Saudita propendevano invece per un prolungamento a tutto il 2022.

In più, gli Emirati continuano a chiedere una revisione delle quote produttive, che attesti l’aumento della capacità del Paese mediorientale, di cui dovrebbe farsi carico ancora l’Arabia Saudita, riducendo in proporzione la propria.

Frattanto il petrolio è praticamente ingessato e scambia al di sopra dei 75 dollari. Il Light Crude statunitense stamattina tratta quasi invariato a 75,18 dollari, mentre il Brent del Mare del Nord scambia sui livelli precedenti a 76,18 usd/b.

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