Onlit contro Commissari Alitalia: inutili “vendita compagnia risanata” e CIGS con alti costi per Stato

(Teleborsa) – Vendita Alitalia “risanata” per evitare il cosiddetto “spezzatino” caldeggiata apertamente dal Governo. E di Commissari ne basterebbe uno. Quanto costerà tutto ciò?  Lo afferma e chiede con preoccupazione Dario Ballotta, Presidente ONLIT (Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti), anche alla luce della annunciata CIGS, cassa integrazione speciale per 1366 dipendenti di tutti i settori, piloti compresi. Dario Ballotta ha un lungo passato da sindacalista esperto del mondo dei trasporti.

“Se è stato iniquo e inefficace per Alitalia l’ammortizzatore sociale attivo a tutto gas dal 2008 lo è anche adesso – dice Ballotta – e la cassa integrazione con durata record di 7 anni e l’entità dell’assegno mensile (anche 20 mila euro per i naviganti) pagati dall’Inps e dai passeggeri con una tassa in partenza, sono inaccettabili per tutti i lavoratori precari o privi di ammortizzatori. 

“A conferma che nulla è cambiato rispetto al passato – sottolinea il Presidente ONLIT – verrà cancellata la solidarietà fino ad ora in vigore, quindi meno salario per tenere tutti occupati. Di conseguenza ai 600 milioni (prestito ponte, n.d.r.) si aggiungeranno i costi milionari della nuova cassa integrazione”.

Secondo Dario Ballotta, i tre Commissari Gubitosi, Laghi e Paleari dovrebbero perciò chiarire quanto costerà al contribuente tenere in vita un’azienda decotta come Alitalia per non svenderla apertamente appunto dopo l’approvazione del prestito ponte di ben 600 milioni, rischiando in tal modo l’ennesimo tentativo fallimentare.

“I commissari dovrebbero puntare a rendere pubblico un bilancio costi-ricavi dell’operazione – sostiene il Presidente ONLIT – e far sapere quanto costerà tenere in vita Alitalia altri 6 mesi e quanto si ricaverà poi dalla sua vendita. In un periodo così breve non si rilancia una compagnia decotta, non si rilancia l’intercontinentale, non si modificano i contratti capestro del leasing e del carburante. Si possono solo far pagar allo Stato un’assurda quanto anomala CIGS e ci si può inventare un meccanismo che faccia pagare allo Stato anche le tasse aeroportuali, che Alitaia non sta pagando, ai gestori degli scali aeroportuali nazionali.

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