Omicidio di impresa, caccia a chi “uccide” le aziende italiane

(Teleborsa) – Eccesso di burocratizzazione, l’inadeguatezza di alcuni strumenti giuridici, i processi sommari sulle tv e sui giornali. Sono questo i principali imputati di “Omicidio d’Impresa, il volume edito da Rubbettino e scritto da Claudio Patalano che è stato presentato stamane a in un panel di economisti ed esperti del tema, presso La Sapienza (Facoltà di Economia).

“Omicidio d’Impresa” tenta di dare una spiegazione al “perché alcune realtà imprenditoriali italiane di successo siano andate in crisi e talvolta hanno finito per chiudere i battenti. 

Cosa sia un omicidio d’impresa e come evitarne gli effetti catastrofici è stato l’argomento trattato dall’autore che ha rilevato come “si possa parlare di omicidio quando all’impresa viene tolta la vita. Quando un soggetto esterno o interno agisce danneggiandola con atti illeciti, tardivi o di omissione, minandone le condizioni di vitalità e avviandola al declino”. L’effetto porta “alla distruzione di un’entità, l’impresa, che insieme alla Pubblica amministrazione crea lavoro, benessere e momenti di cultura per il proprio ambiente e che va quindi tutelata”.

Proprio un approccio multidisciplinare, frutto di uno studio accurato, è l’obiettivo della neonata Associazione No O.d.i. (“no omicidi d’impresa), preannunciata nel corso del convegno da Carlo Santini, direttore della Scuola di Alta Formazione IPE di Napoli, che “con inchieste, ricerche scientifiche, seminari, creerà un movimento d’opinione sul tema”.

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