Oggi in CdM la legge di Bilancio: manovra da 32 miliardi

(Teleborsa) – È il giorno della legge di Bilancio. Oggi il testo infatti arriverà in consiglio dei Ministri per essere approvato e poi essere inviato al Parlamento. Tra i punti ancora oggetto di limatura ci sono il taglio del cuneo rafforzato fino a 3 punti per i redditi bassi, superamento della legge Fornero con una soluzione ‘ponte’ che vincola quota 41 al paletto dei 62 anni di età e una stretta sul reddito di cittadinanza per la quale si valuta anche il possibile taglio dell’assegno.

Il consiglio dei ministri è convocato nel pomeriggio, intorno alle 17,e non si esclude che venga anticipato da una riunione tecnico-politica per ultimare il pacchetto di misure, che potrebbero essere definite nel dettaglio anche dopo il varo della manovra che arriverà insieme al Documento programmatico di bilancio da inviare a Bruxelles.

Una manovra da 32 miliardi, di cui i due terzi (21 miliardi in deficit) destinati tutti all’emergenza energia. Poco più di 5 miliardi dovrebbero essere destinati al il taglio di 3 punti del cuneo fiscale. Di questi 2 andranno a confermare lo sconto contributivo già in vigore per i lavoratori con redditi fino a 35mila euro e un punto andrà ridurre la quota contributiva a carico delle imprese. Per finanziare il taglio al cuneo è prevista l’abolizione del reddito di cittadinanza per i 660mila occupabili. Dal pacchetto di misure fiscali, invece, il governo si aspetta di recuperare almeno 2 miliardi di euro. Tra le entrate anche la tassazione agevolata degli utili detenuti all’estero dalle imprese con la possibilità di affrancare le riserve al 9% per chi li mantiene oltre confine e al 6% per chi riporta in Italia i dividendi, magari per patrimonializzare l’impresa.

Sulla Flat Tax per le partite Iva, poi, arriva una norma anti evasione: chi oltrepassa la nuova soglia di 85mila euro e sfora i 100mila euro nel 2023 esce subito dal regime agevolato con la tassa piatta del 15% e torna al regime ordinario, mentre chi resta di poco sotto i 100mila euro torna alla progressività del prelievo nell’anno successivo.

Capitolo pensioni. Dal 2023 sarà possibile accedere alla pensione anticipata con 62 anni d’età e 41 di contribuzione grazie a una quota 103 di fatto che sostituisce quota 102. La soluzione, voluta dalla Lega, potrebbe rappresentare un “antipasto” di Quota 41, in forma “secca” da far scattare tra due o tre anni. Non è ancora stato definito quando scatterà la nuova possibilità e cioè se dal 1° gennaio 2023 oppure con uno slittamento al 1° aprile nel caso in cui, al momento del varo della manovra, le risorse disponibili non fossero sufficienti. Prevista anche la proroga di Ape sociale e Opzione donna, che in extremis potrebbe diventare anche uno strumento più facilmente accessibile per le lavoratrici autonome.