OCSE, nel 2020 Pil mondiale -4,2%: rimbalzo nel 2021 dipende dal vaccino

(Teleborsa) – Il rimbalzo atteso per l’economia nel 2021 è legato a filo doppio alla disponibilità e alla diffusione dei vaccini contro il Covid-19. È quanto emerge dall’Economic Outlook di dicembre dell’OCSE presentato questa mattina. Le previsioni dell’Organizzazione infatti parlano di una ripresa graduale dallo shock causato dalla pandemia: se per quest’anno il calo atteso è del 4,2%, il Pil mondiale del 2021 dovrebbe crescere del 4,2% (di cui un terzo imputabile alla sola Cina), un valore che però risulta fortemente legato ad alcuni fattori riguardo alla capacità di risposta dei Paesi all’evoluzione epidemiologica del virus.

Un rapido rilascio della domanda repressa e dei risparmi accumulati, associato a una più azione nel rendere disponibili i vaccini anti Covid-19, infatti, porterebbe la crescita globale al 5% per il 2021. Di contro, qualora sorgessero problemi o ritardi nella loro distribuzione, la ripresa risulterebbe azzoppata di circa 2,5 p.p. rispetto a quanto indicato nelle attese.

Per quel che riguarda il capitolo Italia, l’OCSE ha ridimensionato la previsione sul crollo del Pil di quest’anno causato dalla pandemia di Covid: in linea con le attese del Governo, l’Organizzazione ha previsto un -9,1% per il 2020, rispetto al -10,5% indicato a settembre. Per il 2021 è atteso un recupero del 4,3%, cui dovrebbe seguire, secondo l’ultima edizione dell’Economic Outlook, un ulteriore +3,2% nel 2022.

Per quel che riguarda le stime dell’ultimo trimestre dell’anno, l’analisi OCSE ha sottolineato che l’impatto della seconda – e terza per gli Stati Uniti – ondata di contagi “potrebbe mettere fuori rotta un primo rimbalzo”. Per il report, “l’Europa e il Nord America stanno ora subendo il peso maggiore di una recrudescenza del virus, che blocca la ripresa”, con stime per le due aree economiche che si prevedono peggiori di quelle valutate per il Pil mondiale (-3% rispetto agli ultimi tre mesi del 2019): per l’area dell’euro e gli Stati Uniti il ??calo dovrebbe essere, infatti, rispettivamente del 7,3% e del 3,2%.

“C’è speranza, ma questa speranza deve essere trasformata in realtà – ha dichiarato il segretario generale Angel Gurría – La pandemia è un problema globale. La cooperazione internazionale è necessaria ora più che mai “.

Per il capo economista dell’OCSE Laurence Boone che ha presentato il report, “ricostruire meglio richiede leadership e azione per costruire sulle promesse dei vaccini e rilanciare negoziati multilaterali su standard commerciali, climatici e digitali per aprire la strada a una crescita più sostenibile e una società in cui le opportunità siano disponibili per tutti”.

L’Outlook ha infatti sottolineato come la pandemia non abbia colpito tutti in maniera equa, anzi. La crisi ha aggravato le disuguaglianze, colpendo più duramente i più vulnerabili della società. Livelli elevati di disoccupazione, in particolare tra i giovani e le scarse qualifiche, rischiano di persistere per anni, avverte lo studio. Molti bambini, in particolare quelli provenienti da ambienti svantaggiati, sono rimasti gravemente indietro nella loro istruzione durante i lockdown, limitando ulteriormente le loro opportunità in futuro.

“I governi sono stati giustificati nel sostegno che hanno fornito per proteggere persone e aziende. Con tassi di interesse estremamente bassi che dovrebbero persistere, i governi possono e devono sostenerli per prevenire gli effetti cicatrizzanti a lungo termine di questa crisi. Le conseguenze economiche saranno con noi negli anni a venire. I governi devono affrontare con decisione gli effetti sui più vulnerabili, in particolare bambini e giovani”, ha aggiunto Boone.

Il report mette in guardia anche sui rischi che stanno affrontando milioni di piccole e medie imprese. “Il calo dei profitti delle imprese colpirà la loro capacità di ripianare i debiti in futuro e minerà la loro capacità di investire. Si prevede che le imprese giovani, piccole e meno produttive saranno gravemente colpite, oltre a quelle nei settori alberghieri e della ristorazione, dei trasporti, dell’arte e dell’intrattenimento che sono gravemente colpiti dalle misure di lockdown“, si legge nello studio. A tal riguardo, L’Economic Outlook avverte che il debito delle imprese sta raggiungendo i livelli visti l’ultima volta nella crisi finanziaria globale un decennio fa, aumentando il rischio di insolvenze ma anche riducendo la capacità di investimento delle imprese, una situazione indebolirebbe ulteriormente una più ampia ripresa economica.

L’OCSE riconosce il massiccio sostegno finanziario dei governi ma invita ora l’azione politica a diventare “più mirata dove è più necessaria e per rafforzare la ripresa”. I fronti su cui dovrebbe concentrarsi l’azione dei responsabili politici sono quelli del rafforzamento dei sistemi sanitari nazionali e pianificazione fin da subito della campagna di vaccinazione, ampliamento della rete di sicurezza sociale per le persone più vulnerabili e investimenti nella formazione di quelle meno qualificate e sostegno alle imprese per supportare i crescenti debiti.

Per quel che riguarda il capitolo Italia, l’OCSE ha ridimensionato la previsione sul crollo del Pil dell’Italia che quest’anno verrà causato dalla pandemia di Covid: in linea con le attese del Governo, l’Organizzazione ha previsto un -9,1% per il 2020, rispetto al -10,5% indicato a settembre. Per il 2021 è atteso un recupero del 4,3%, cui dovrebbe seguire, secondo l’ultima edizione dell’Economic Outlook, un ulteriore +3,2% nel 2022. In questo modo nemmeno a fine 2022 sarebbe stato recuperato il calo del 2020.

(Foto: © gilc | 123RF)

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