OCSE, divieto di licenziamento Italia rallenta adeguamento mercato del lavoro

(Teleborsa) – “Con l’arrivo della crisi da Covid-19, l’Italia ha adottato un approccio più radicale, vietando tutti i licenziamenti indipendentemente dall’effettivo utilizzo da parte delle imprese degli aiuti per mantenere i posti di lavoro. A causa della difficoltà politica di revocarli, tali divieti corrono il rischio di rimanere in vigore troppo a lungo, rallentando il necessario adeguamento del mercato del lavoro e generando un’ondata di licenziamenti una volta rimossi”. Lo afferma l’OCSE nell’Employment Outlook, un report che analizza il modo in cui le economie avanzate hanno risposto alla pandemia in tema di lavoro.

L’organizzazione evidenzia che l’uso senza precedenti della Cassa Integrazione in Italia ha limitato le perdite di posti di lavoro, più di quanto sia avvenuto in media nei Paesi avanzati. Al picco della crisi, sussidi simili alla cassa integrazione hanno sostenuto circa 60 milioni di posti di lavoro nell’OCSE (20% del totale), un livello dieci volte superiore a quello raggiunto durante la crisi finanziaria globale. Secondo le stime dell’ente parigino, ciò ha permesso di salvare fino a 21 milioni di posti di lavoro. L’uso di questi sussidi è poi sceso al 6% dell’occupazione nei primi mesi del 2021.

In Italia l’uso della Cassa Integrazione ha raggiunto un picco del 30% nel mese di aprile 2020, ben al di sopra della media OCSE del 20%, ed era ancora all’8% a dicembre 2020, l’ultimo mese per cui sono disponibili i dati. All’inizio della crisi, l’Italia ha esteso la possibilità di far ricorso alla Cassa Integrazione alla maggior parte dei settori e delle imprese precedentemente esclusi. “Questa maggiore apertura della Cassa Integrazione potrebbe essere mantenuta in futuro per assicurare una copertura più equa del sussidio tra imprese e lavoratori diversi – suggerisce l’OCSE – Con la progressiva rimozione del blocco dei licenziamenti a partire dal mese di luglio 2021, diviene particolarmente importante sostenere i lavoratori che corrono il rischio di perdere il posto”.

Secondo l’ente parigino, formare i lavoratori in Cassa Integrazione può aumentarne la produttività, riducendo il rischio di licenziamento e migliorando la probabilità di trovare impiego altrove. Per incentivare la mobilità volontaria dei lavoratori, è possibile concedere una riduzione temporanea dei contributi sociali a carico dei lavoratori che decidono di lasciare la Cassa Integrazione per un nuovo impiego.

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