OCSE, 4,9 trilioni di euro da scambi informazioni su 47 mln di conti off-shore

(Teleborsa) – Il più grande scambio di informazioni fiscali nella storia con oltre 90 giurisdizioni coinvolte nell’ambito del progetto internazionale sulla trasparenza fiscale, il Common Reporting Standard dell’Ocse, che ha visto informazioni su 47 milioni di conti offshore per un valore complessivo di circa 4,9 trilioni di euro.

I dati sono stati resi noti dall’Ocse in occasione del meeting del G20 in Giappone. L’organizzazione ha ricordato come l’iniziativa di scambio automatico di informazioni (AEOI), attivata attraverso 4.500 relazioni bilaterali, ha permesso di ridurre del 20-25% i depositi bancari nei centri finanziari internazionali.

L’operazione “segna il più grande scambio di informazioni fiscali nella storia, nonché il culmine di oltre due decenni di sforzi internazionali per contrastare l’evasione fiscale”, ha commentato il segretario generale dell’Ocse Angel Gurria.

“La comunità internazionale ha introdotto un livello senza precedenti di trasparenza in materia fiscale, che porterà risultati concreti per le entrate e i servizi del governo negli anni a venire. Le iniziative di trasparenza che abbiamo progettato e implementato attraverso il G20 hanno portato alla luce un ampio pool di fondi offshore che ora possono essere tassati in modo efficace dalle autorità di tutto il mondo”, ha spiegato Gurria che si aspetta “risultati ancora più positivi” con il passare del tempo.

La voluntary disclosure dei conti offshore, delle attività e delle entrate finanziarie in vista della piena attuazione dell’iniziativa di scambio automatico ha comportato oltre 95 miliardi di euro di entrate supplementari (tasse, interessi e sanzioni) per i paesi dell’Ocse e del G20 nel periodo 2009-2019. La cifra è aumentata di 2 miliardi dall’ultima segnalazione del novembre 2018.

Lo scambio sta avendo “un impatto sostanziale” sui depositi bancari nei centri finanziari internazionali. I depositi detenuti da società o individui in oltre 40 centri chiave sono aumentati notevolmente nel periodo 2000-2008, raggiungendo un picco di 1,6 trilioni di dollari entro la metà del 2008.

Negli ultimi dieci anni invece sono diminuiti del 34%, con un calo di 551 miliardi di dollari, grazie all”adesione di molti Paesi a standard di trasparenza più rigorosi. “Gran parte di questo calo – sottolinea ancora l’Ocse – è dovuto all’iniziativa
di scambio automatico, che rappresenta circa i due terzi della diminuzione”.

“Questi risultati impressionanti sono solo la prima valutazione dei nostri sforzi collettivi – conclude Gurria – Sono previsti ancora maggiori introiti fiscali in quanto i paesi continuano a elaborare le informazioni ricevute attraverso l’abbinamento di dati e altri strumenti di indagine. Ci stiamo davvero avvicinando ad un mondo in cui non c’è nulla da nascondere“.

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