Nutriscore, no dell’Italia alle conclusioni del Consiglio Ue. Esultano le associazioni

(Teleborsa) – Stop dell’Italia – insieme a Grecia e Repubblica Ceca – alle conclusioni del Consiglio Agricoltura dell’Ue di ieri in merito al sistema di etichettatura nutrizionale, il cosiddetto Nutriscore, che punta ad armonizzare a livello europeo le nuove norme sull’etichettatura di origine degli alimenti.

Il testo aveva infatti bisogno dell’unanimità per essere approvato come conclusioni del Consiglio, ed è stato invece adottato solo come conclusioni della presidenza di turno tedesca. In una dichiarazione congiunta le tre delegazioni contrarie hanno spiegato la loro opposizione, riproponendo i principi condivisi in vista di un futuro schema armonizzato europeo di etichettatura nutrizionale: volontarietà, carattere informativo e non prescrittivo, oltre all’esclusione delle Indicazioni geografiche e Denominazioni d’origine protette.

Il “no” italiano è stato motivato anche da una nota per la stampa dal ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, secondo sui si trattava di “un testo di conclusioni del Consiglio che non rifletteva la nostra visione, frutto di un approccio non neutrale”. “Se ci si dota di uno schema Ue armonizzato, non si può permettere che sussistano schemi nazionali creati a partire da presupposti diversi”, ha osservato la ministra, aggiungendo che “la convivenza del nuovo schema armonizzato con gli schemi attuali (fra i quali il “Nutriscore” a semaforo, ndr) non farà altro che creare maggior confusione e ostacoli al mercato interno”.

“Il testo di conclusioni ipotizza uno schema immediatamente comprensibile, che non richieda conoscenze in materia nutrizionale. Ma in questo campo – ha sottolineato Bellanova – non esistono soluzioni facili: quest’approccio va radicalmente rivisto se veramente abbiamo a cuore una informazione corretta a garanzia della salute dei consumatori e di stili di vita sani”. “Se i cittadini si sono allontanati dalle diete tradizionali per abbracciare stili di alimentazione meno salutari, non si risolve il problema indirizzando le loro scelte con semplicistiche classificazioni degli alimenti in buoni e cattivi”, ha aggiunto. Quanto all’etichettatura d’origine, la ministra delle Politiche agricole ha denunciato durante il Consiglio che “non si è dimostrato alcun impatto negativo delle etichettature obbligatorie già esistenti”.

Per il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, si tratta di “una vittoria del Made in Italy“. “Bisogna informare, non condizionare le scelte alimentari dei consumatori, le indicazioni in etichetta devono essere chiare e oggettive, finalizzate a informare e a non condizionare le scelte alimentari. Col Nutriscore europeo si creerebbero più danni che benefici, ha aggiunto.

“E’ un passo importante per fermare l’attacco al prodotti alimentari nazionali con il rischio del via libera nell’Unione Europea all’etichetta nutrizionale a colori che boccia ingiustamente quasi l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop/Igp) che la stessa UE dovrebbe invece tutelare e valorizzare soprattutto nel tempo del Covid”, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

“Non possiamo accettare un sistema europeo di etichettatura alimentare che identifica come pericolosi per i consumatori i prodotti che sono alla base della Dieta Mediterranea”, ha commentato la notizia il presidente della Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. “Il nostro impegno non finisce qui e, siamo certi, neanche per il Governo e la ministra Bellanova, che ringraziamo per la sua battaglia che ha avuto come risultato proprio quello di impedire il varo all’unanimità del testo”, ha aggiunto Giansanti.

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