Nuovo Governo, un tecnico per l’economia? Il toto ministri

M5S e Pd trattano sulla nuova squadra di Governo. I Dem puntano all’Economia per segnare il distacco da Tria

Sono sempre più fitte le trattative tra M5S e Pd per la formazione della nuova squadra di governo.

Sul tavolo c’è la definizione del ruolo di Giuseppe Conte, e il numero e i nomi dei vicepremier. C’è poi il totoministri, apertissimo, con la questione del bilanciamento degli incarichi tra le due forze politiche.

Il profilo di Conte, nello specifico, è strettamente legato alla decisione sui vicepremier. I 5 Stelle puntano a tenere due vice, Luigi di Maio e Andrea Orlando per il Pd (o, meno probabile, Dario Franceschini). I Democratici, invece, invocano per Conte un ruolo più politico, da esponente M5S e interlocutore del Pd. Chiedono che l’ex Presidente del Consiglio scelga un sottosegretario di fiducia per Palazzo Chigi, in cambio di un vicepremier unico. Le trattative, però, potrebbero anche portare a un assetto al vertice senza vice, con un sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del Pd.

L’esito di questa discussione servirà a sciogliere i nodi sulla squadra di governo, ma ovviamente il confronto tra le forze politiche è già iniziato. I Dem puntano al Ministero dell’Economia, per segnare il distacco dalle politiche di Tria: per questo incarico fanno il nome dell’eurodeputato Roberto Gualtieri, ma a sedere sulla poltrona potrebbe essere anche un tecnico, come le economiste Lucrezia Reichlin o Mariana Mazzucato.

Altro scoglio è il Viminale: per sostituire Matteo Salvini sono candidati il capo della Polizia Franco Gabrielli (sostenuto da Renzi) e Raffaele Cantone, ex presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione. Se invece si sceglierà un politico, potrebbe essere Marco Minniti (Pd) o Alfonso Bonafede (M5S).

I Pentastellati puntano a ottenere i Ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e della Giustizia. Se Di Maio sarà vicepremier terrà il Lavoro, oppure andrà alla Difesa. Per gli altri incarichi sono in lizza Alfonso Bonafede, Riccardo Fraccaro, Francesco D’Uva, Stefano Patuanelli e, per la corrente che fa capo a Roberto Fico, Giuseppe Brescia.

Anche la questione del bilanciamento degli incarichi è aperta: il Movimento 5 Stelle dovrebbe avere più Ministri, ma tra i Democratici c’è chi accredita l’ipotesi che le poltrone saranno equamente ripartite.

Le trattative sono aperte anche in casa Pd. Da un lato c’è Matteo Renzi, che ha chiesto tre o quattro Ministeri, da assegnare con tutta probabilità a Lorenzo Guerini, Ettore Rosato e Teresa Bellanova. Altrimenti l’ex segretario Dem ha annunciato che si terrà fuori dal Governo: avrà un atteggiamento “amico”, ma mani libere. Dall’altro lato c’è l’eurodeputato Carlo Calenda, da sempre ostile al M5S, che potrebbe addirittura uscire dal Pd.

Per gli altri Ministeri da assegnare ai Dem si ipotizzano Gianni Cuperlo alla Cultura, Dario Franceschini ai Rapporti con il Parlamento o all’Istruzione, Maurizio Martina o Francesco Boccia alle Regioni.

I Democratici dovrebbero ottenere, infine, il commissario europeo. Per questo incarico si fanno i nomi di Paolo Gentiloni (se non andrà agli Esteri) e Graziano Delrio. Si potrebbe però optare per un profilo più tecnico, come quello di Enzo Moavero o di Lucrezia Reichlin.

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