Nucleare, individuati i siti per il deposito nazionale: già arrivate le prime opposizioni

(Teleborsa) – È partito l’iter per dotare l’Italia di un deposito nazionale dove ospitare le scorie nucleari delle quattro centrali spente tra il 1982 e il 1990. Fino ad ora i rifiuti sono stati spediti in Francia e Regno Unito, ma entro il 2025 dovranno ritornare in Italia. Oggi Sogin, la società dello Stato responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani, ha pubblicato la lista delle possibili zone in cui l’Italia dovrà costruire il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Inizia così una fase di consultazione pubblica, della durata di 60 giorni, in cui le Regioni e gli enti locali possono formulare osservazioni e proposte tecniche.

Per la costruzione del deposito nucleare nazionale si stima un investimento complessivo di circa 900 milioni di euro, che genererà oltre 4.000 posti di lavoro all’anno per 4 anni di cantiere, diretti (2.000 fra interni ed esterni), indiretti (1.200) e indotti (1.000). Durante la fase di esercizio, invece, l’occupazione diretta è stimata mediamente in circa 700 addetti, fra interni ed esterni, con un indotto che può incrementare l’occupazione fino a circa 1.000 unità, secondo i dati pubblicati sul sito del progetto.

Sogin ha elencato oggi i 67 luoghi in cui ci sono le condizioni tecniche per costruire il deposito (e un Parco Tecnologico per la ricerca) e ha assegnato i voti con una graduatoria. Le regioni in cui sono state individuate aree idonee sono Piemonte (8 zone tra le province di Torino e Alessandria), Toscana e Lazio (24 zone tra le province di Siena, Grosseto e Viterbo), Basilicata e Puglia (17 zone tra le province di Potenza, Matera, Bari, Taranto), Sardegna (14 aree in provincia di Oristano) e Sicilia (4 aree nelle province di Trapani, Palermo, Caltanissetta). Le candidature più solide si concentrano in Piemonte (due in provincia di Torino e cinque in provincia di Alessandria) e nel Lazio (cinque in provincia di Viterbo). Due delle cinque aree alessandrine sono state le uniche che hanno conseguito il punteggio pieno con lode.

Sono intanto già arrivate le prime opposioni dalle regioni interessate. La Regione Basilicata “si opporrà con tutte le sue forze ad ogni ipotesi di ubicazione nel proprio territorio del deposito nazionale di rifiuti radioattivi”, ha detto il presidente della Regione, Vito Bardi, in una nota firmata anche dall’assessore all’ambiente, Gianni Rosa. Ieri, ancora prima delle pubblicazione della lista, i vertici del PD in Sardegna avevano espresso “con forza la contrarietà ad accogliere il deposito di scorie nucleari sul nostro territorio regionale”.

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