NPL, Ferretti: mancato rinvio delle nuove regole occasione persa per l’Europa

(Teleborsa) – Per l’economista Andrea Ferretti, docente della Innovation Academy Trentino, le nuove regole europee di vigilanza bancaria sulla classificazione del credito deteriorato sono per l’Europa “una magnifica occasione persa di dimostrarsi vicina ai propri imprenditori ancora in crisi asfittica”.

“Dall’inizio dell’anno sono entrate infatti in vigore le nuove regole che hanno imposto alle banche di classificare in credito deteriorato tutte quelle posizioni che evidenziano uno sconfinamento in conto corrente continuativo per oltre 90 giorni superiori ad un importo minimo, per i privati ad esempio 100 euro. Per dire banalmente, un Andrea Ferretti, privato, se ha uno sconfinamento continuativo da oltre 90 giorni sul conto corrente di 110 euro finisce in credito deteriorato. Analogamente per le imprese, sempre sconfinamento continuativo degli oltre 90 giorni con delle soglie un pochino più alte, 500 euro, e sconfinamento superiore all’1% del totale delle esposizioni verso la banca. Considerazioni: cosa vuol dire innanzitutto entrare in credito deteriorato? Vuol dire in realtà entrare in una rischiosa ragnatela dalla quale è sempre più difficile uscire – spiega Ferretti – vuol dire che il sistema bancario ti considera inadempiente, un cattivo pagatore, con conseguente difficoltà di accedere al credito

per i privati e di 500 euro per gli imprenditori con uno sconfinamento superiore all’1% del totale delle esposizioni verso l’istituto di credito. “Vuol dire entrare in una vischiosa ragnatela dalla quale è sempre più difficile uscire – spiega Ferretti – Vuol dire che il sistema bancario ti considera inadempiente, un cattivo pagatore, con conseguente difficoltà di accedere al credito“.

“Seconda considerazione – spiega l’economista – l’attivazione di queste normative decisa a livello europeo è stata assolutamente subita dalle banche italiane. Queste nuove normative sono state pensate qualcosa come tre anni fa, quando del Covid non si sapeva assolutamente niente e la nostra principale preoccupazione era l’influenza”, ha aggiunto.

Terza considerazione “mi sarei aspettato che queste nuove normative di vigilanza così stringenti fossero spostate alla fine dell’emergenza sanitaria e dell’emergenza economica – ha concluso Ferretti – per non gravare ulteriormente sugli imprenditori già in grandissima difficoltà. Temo che in questo caso l’Europa abbia perso una magnifica occasione di mostrarsi vicina ai propri imprenditori ancora in crisi asfittica”.

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