Nessun accordo su Mes ed Eurobond: sale l’attesa per l’Eurogruppo

(Teleborsa) – Ultima chiamata per l’Unione Europea che deve trovare una via comune alla crisi economica e sociale dovuta alla pandemia Covid-19.

Nel pomeriggio l’Eurogruppo torna a riunirsi nel tentativo di superare le divisioni. Il tavolo è saltato dopo l’ennesimo no dell’Olanda all’uso del Mes senza condizioni che ha causato un duro faccia a faccia tra Roma e Amsterdam. La posizione olandese ha irritato anche la Germania che non vuole gli eurobond chiesti dall’Italia e che è alla ricerca di un compromesso insieme alla Francia.

Il ministro Bruno Le Maire, il vice cancelliere Olaf Scholz e il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno hannoiniziato a premere sul collega olandese, alla ricerca di un punto di equilibrio tra il Mes “condizionato” chiesto dall’Olanda e gli eurobond voluti dall’Italia.

Nel testo è così comparso un accenno alla proposta di Parigi del Recovery Fund che però non piace a Roma. In serata è arrivata la risposta decisa del premier Giuseppe Conte che, in un’intervista alla Bild, ha chiarito di essere pronto anche a “muoversi senza l’Europa”.

Per l’Italia ha parlato anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che dal Sole24Ore ha ricordato come la creazione di debito comune in Europa non sia solo “una possibilità consentita dai Trattati” ma anche “una necessità economica per contrastare gli effetti del coronavirus”.

Il ministro ha ribadito la posizione italiana per cui il Mes “non è lo strumento adatto” ad affrontare la crisi e l’opposizione dell’Italia “ha contribuito a cambiare il piano originario” che era sul tavolo dell’Eurogruppo aprendo all’emissione di titoli. “Siamo delusi anche se sono stati fatti passi avanti significativi. Grazie all’Italia e altri Paesi il quadro è profondamente mutato”, ha aggiunto.

Qualcosa però potrebbe cambiare nel corso della giornata, specie dalle parti di Berlino. Ad attaccare la linea dura contraria agli eurobond è arrivato anche lo Spiegel, prestigioso quotidiano tedesco, che ha pubblicato un durissimo editoriale del redattore capo Steffen Klusmann, in diverse lingue, italiano compreso, dal titolo “Il rifiuto tedesco degli Eurobond è non solidale, gretto e vigliacco“.

“Non esistono alternative agli Eurobond in una crisi come questa”, si legge nell’editoriale. “Invece di dire onestamente ai tedeschi che non esistono alternative agli Eurobond in una crisi come questa, il governo Merkel insinua che ci sia qualcosa di marcio in questi bond”, continua l’articolo che definisce gli eurobond “obbligazioni comuni emesse da tutti i paesi dell’Euro e non un’elargizione“.

Da qui la proposta di sostenere almeno i “coronabond” che sarebbero “la prova che non ci abbandoniamo l’un l’altro in tempi di maggiore bisogno, e che l’Europa è più di una mera alleanza di egocentrici, più di un mercato unico ben lubrificato ma dal cuore freddo con una moneta (ancora) comune”.

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