Negli Stati Uniti è il giorno delle Midterm: si rinnova la sfida tra Biden e Trump

(Teleborsa) – Oggi negli Stati Uniti è il giorno delle Midterm, le elezioni di metà mandato. Gli elettori americani sono chiamati a rinnovare la Camera dei Rappresentanti (435 deputati), un terzo del Senato (35 senatori su 100) e decine di cariche elettive a livello statale e locale sono viste da sempre come un referendum sul presidente in carica e sul suo partito. Oltre 41 milioni di americani hanno però già votato (in anticipo), superando il record del 2018. Il dato è arrivato dal sito US Elections Project.

Il peso del voto cambia in base all’assemblea rappresentativa che andrà a disegnare. Nel caso della Camera bassa, lo scrutinio riflette in modo più proporzionale la volontà popolare, in quanto ogni Stato elegge un numero di deputati rapportato alla sua popolazione (la California, lo Stato più popoloso, elegge 53 rappresentanti). Per la Camera alta, invece, ogni Stato (anche in date differenti) elegge due senatori. Al momento, entrambi i rami del Congresso sono a maggioranza democratica: 50 a 50 al Senato (ma il voto della vicepresidente Kamala Harris fa pendere l’asticella a favore dei dem). Alla Camera, il Partito democratico può contare su 222 deputati, dieci in più dei 212 repubblicani (un seggio è vacante).

Tante le incognite. Il presidente Biden arriva alla sfida penalizzato da uno scenario economico ostile, con l’inflazione troppo alta, prezzi della benzina che sono tornati a salire e con la percezione generalizzata da parte dei cittadini che il Paese stia andando nella direzione sbagliata, nonostante l’ottimo andamento del mercato del lavoro. Quello che sembrava un argomento chiave per i Democratici, l’aborto, secondo i sondaggi non è più in cima alle priorità degli elettori indipendenti, in grado di spostare l’equilibrio del voto, surclassato dal tema dell’economia. Nemmeno l’altro argomento usato con insistenza dal presidente e da molti candidati dem durante la campagna elettorale, quello del “rischio per la democrazia” rappresentato da una vittoria dei candidati trumpiani, sembra aver fatto breccia.

Il voto inoltre è considerato anche un referendum su Donald Trump e sulle sue future mire presidenziali. Secondo alcuni media americani l’ex presidente potrebbe annunciare la candidatura già stasera, in anticipo quindi sul risultato elettorale. Trump, in alcuni Stati-chiave per il controllo del Senato, come Georgia e Pennsylvania, ha messo in campo i “suoi” candidati, in una sfida non solo ai democratici, ma anche all’ala moderata dei repubblicani, spesso uscita sconfitta dalle primarie. I candidati trumpiani insistono sull’illegittimità dell’elezione di Biden due anni fa, convinti che l’attuale inquilino della Casa Bianca sia un usurpatore e che la sua vittoria sia stata ottenuta “con frode”. Una convinzione forte anche nell’elettorato conservatore più vicino al miliardario newyorkese e c’è da scommettere che anche questo aspetto giocherà un ruolo determinante nei risultati del voto.

I due rivali, Biden e Trump hanno comunque mostrato ottimismo nelle rispettive ultime apparizioni . “Vinceremo” ha detto il presidente Biden nonostante i sondaggi suggeriscano una vittoria dei repubblicani alla Camera e un testa a testa al Senato. Trump ha invece assicurato ai suoi sostenitori che “ci riprenderemo la Camera, ci riprenderemo il Senato e, nel 2024, ci riprenderemo la Casa Bianca”.