Nave Diciotti, l’asse Quirinale-Palazzo Chigi sblocca lo sbarco. Indagati due profughi

(Teleborsa) – Dopo una lunga telefonata tra il Capo dello Stato Mattarella e il Premier Conte, è finita ieri seral’odissea dei 67 migrantia bordo della naveDiciotti ormeggiata nel porto di Trapani.

I primi a scendere sul molo Ronciglio sono stati il sudanese Ibrahim Bushara e il ghanese Hamid Ibrahim, indagati dalla Procura per violenza privata continuata ed aggravata in danno del comandante e dell’equipaggio del rimorchiatore Vos Thalassa.

SALVINI “STUPITO” – Un’iniziativa che irritato Salvini che pur ufficiosamente ha fatto filtrare lo “stupore” del Viminale per l’intervento di Mattarella, insieme al “rammarico” per le decisioni della Procura di Trapani perché non sono state sposate le tesi della polizia e non ci sono stati arresti, ma due indagati in stato di libertà per violenza privata aggravata. Nel corso della giornata, infatti, il Ministro dell’Interno, impegnato a Innsbruck, aveva negato il via libera allo sbarco: “Non voglio farmi prendere in giro. Finché non c’è chiarezza su quanto accaduto non autorizzo nessuno a scendere dalla Diciotti: se qualcuno lo fa al mio posto se ne assumerà la responsabilità”, aveva dichiarato. “O hanno mentito gli armatori denunciando aggressioni che non ci sono state – e allora devono pagare – o l’aggressione c’è stata e allora i responsabili devono andare in galera”.

A bordo della nave c’erano anche tre donne, e due minorenni non accompagnati, un pakistano e un egiziano. Il numero più numeroso di migranti, 23, arriva dal Pakistan. 12 quelli che arrivano dal Sudan, 10 dalla Libia, sette dalla Palestina, 4 ciascuno da Marocco e Algeria, due dall’Egitto, e uno ciascuno da Ciad, Nepal, Yemen, Ghana e Bangladesh.

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