Nato, gli USA sono tornati: Russia e Cina nel mirino

Il Presidente degli Stati Uniti segna il cambio di passo rispetto al predecessore Trump

Esordio col botto al vertice Nato di Bruxelles per il Presidente Usa Biden che riporta gli Stati Uniti al centro della scena nei rapporti con l’Europa, segnando un netto cambio di passo rispetto al predecessore Trump.

“Voglio che l’Europa sappia che gli Stati Uniti ci sono. Come nella Seconda Guerra Mondiale”, queste le parole pronunciate dall’inquilino della Casa Bianca durante l’incontro con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.  L’America targata Biden – alla sua prima partecipazione nella nuova veste – torna, dunque, protagonista. “Una Nato forte è un bene per l’America e un bene anche per l’Europa”.


RUSSIA E CINA NEL MIRINO

La Russia è una minaccia alla sicurezza euro-atlantica, la Cina una sfida sistemica all’ordine internazionale. “Il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni – si legge nella nota conclusiva degli Alleati – rimane una minaccia persistente per tutti noi”. E, in tale scenario, non saranno ristabilite normali relazioni con Mosca fino a quando non rispetterà il diritto internazionale, i suoi obblighi e le sue responsabilità internazionali. “Dobbiamo affrontare – sottolineano gli Alleati – minacce a molte facce, competizione sistemica da potenze assertive e autoritarie e una crescente sfida alla sicurezza dei nostri Paesi e dei nostri cittadini da tutte le direzioni strategiche. Le azioni aggressive della Russia costituiscono una minaccia alla sicurezza euro-atlantica”.

“La Russia – ha affermato Biden – non sta agendo in modo coerente con ciò che speravamo, così la Cina“. Tuttavia, come ha evidenziato il segretario generale della Nato, “non stiamo entrando in una nuova Guerra Fredda e la Cina non è il nostro avversario, non il nostro nemico”. Stoltenberg ha sottolineato come la formazione militare, la crescente influenza e il comportamento coercitivo della Cina pongano anche alcune sfide alla nostra sicurezza che devono essere affrontate insieme come un’Alleanza. Ma Stoltenberg ha anche parlato di opportunità da cogliere nelle relazioni con Pechino. “Dobbiamo impegnarci – ha detto il segretario – con la Cina su questioni come il cambiamento climatico e il controllo degli armamenti.

In particolare, i leader della Nato hanno citato come motivi di grande preoccupazione l’arsenale nucleare in espansione di Pechino e i suoi sistemi molto sofisticati, nonché la sua Marina in forte crescita e la sua cooperazione militare con la Russia. L’Alleanza si è impegnata a mantenere “un dialogo costruttivo con la Cina ove possibile”, anche sulla questione del cambiamento climatico, ma ha chiesto a Pechino di diventare più trasparente sulle sue forze armate e in particolare sulle sue “capacità e dottrina nucleari”

Tra i protagonisti anche il Presidente del Consiglio Mario Draghi che ha voluto sottolineare l’importanza del summit, definito  una “continuazione del G7,  parte del processo di ricostruzione e della riaffermazione delle alleanze fondamentali degli Usa che erano state come dire indebolite dalla precedente amministrazione. “Pensate che la prima visita del presidente Biden è in Europa, provate a ricordarvi la prima del visita del Presidente Trump” .

(In Arabia Saudita, ndr).

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