Nadef, UPB: rischi ancora alti, stime Pil per il biennio 2022-23 ottimistiche

(Teleborsa) – L’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) conferma la valutazione positiva per il biennio 2020-2021 ma sottolinea che “l’evoluzione delle grandezze di finanza pubblica risulta dipendere da previsioni del Pil che appaiono ottimistiche per il biennio 2022-23 nonché dalla presenza di rischi ancora molto elevati circa l’andamento dell’economia”.

A presentare l’analisi è stato il presidente dell’organismo indipendente che vigila sulla finanza pubblica, Giuseppe Pisauro, ascoltato oggi in audizione dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, riunite in seduta congiunta, nell’ambito dell’esame preliminare della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2020 pubblicata il 5 ottobre scorso dal Ministero dell’Economia e delle finanze (MEF).

“Il quadro macroeconomico programmatico indica una crescita del Pil reale più elevata di quella del limite superiore dei previsori UPB di 1,1 punti percentuali nel 2022 e per 0,3 punti nel 2023”, si legge nella sintesi pubblicata dallo stesso Ufficio che spiega: “l’evoluzione di breve e di medio termine dell’economia italiana appare soggetta a rischi ancora molto ampi, nel complesso orientati al ribasso. Gli scenari avversi sono riconducibili prevalentemente all’evoluzione della pandemia, in Italia e all’estero, oltre che alle tensioni finanziarie”.
E sottolinea: “al momento non si prefigurano nuovi lockdown generalizzati, ma se si rendessero necessarie restrizioni mirate alle attività produttive e agli spostamenti ne deriverebbero comunque conseguenze non trascurabili sia sul ciclo economico sia sulla struttura produttiva, già colpita dalla passata recessione”.

Inoltre, a non convincere pienamente l’organo di vigilanza è la fonte su cui si basano le coperture finanziarie inserite nella Nadef – “in larga parte sul gettito dovuto agli effetti di retroazione fiscale, per loro natura incerti – e quindi definisce “rischioso affidare a tali introiti il finanziamento di misure con effetti permanenti di aumento delle spese o di riduzione delle entrate, che esigono coperture strutturali a regime”.

L’UPB elenca quindi una serie di misure da intraprendere: “indispensabile sarà una significativa riqualificazione dell’amministrazione pubblica verso maggiori capacità di individuazione degli interventi orientati alla crescita, di programmazione e realizzazione della spesa, di collaborazione tra i diversi livelli di governo, in sostanza una maggiore capacità di assorbimento dei fondi europei, nonché la necessità di adeguate strutture di monitoraggio dell’esecuzione e attuazione della spesa”.

In ogni caso l’UPB rimanda a dopo la presentazione del disegno di legge di bilancio “una valutazione esaustiva” del contenuto e della composizione della manovra.

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