NaDEF, semaforo verde in CdM: ecco numeri e misure

Governo fissa perimetro d'azione per sostenere la ripresa

Il Governo scopre le carte e mette nero su bianco interventi e misure che definiscono il raggio d’azione entro il quale ci si muoverà per  “sostenere la ripresa dell’economia italiana neltriennio 2021-2023, in stretta coerenza con il prossimo Piano nazionale di ripresa e resilienza”. Con l’approvazione della nota di aggiornamento al DEF (NaDEF) in Consiglio dei Ministri si “definisce il perimetro di finanza pubblica nel quale si iscriveranno le misure della prossima Legge di Bilancio”.

Lo spiega Palazzo Chigi nella nota diffusa al termine della riunione del Consiglio precisando che “gli interventi saranno principalmente rivolti a sostenere, nel breve termine e per tutta la durata della crisi da covid-19 i lavoratori e i settori produttivi più colpiti; a valorizzare appieno le risorse messe a disposizione dal programma Next Generation EU per realizzare investimenti e riforme di vasta portata e profondità; ad attuare un’ampia riforma fiscale che migliori l’equità, l’efficienza e la trasparenza del sistema tributario riducendo anche il carico fiscale sui redditi medi e bassi, coordinandola con l’introduzione di un assegno universale per i figli”.

In arrivo anche misure volte ad “assicurare un miglioramento qualitativo della finanza pubblica, spostando risorse verso gli utilizzi più opportuni a garantire un miglioramento del benessere dei cittadini, dell’equità e della produttività dell’economia; a ricondurre l’indebitamento netto della pubblica amministrazione verso livelli compatibili con una costante e sensibile riduzione del rapporto debito/PIL”.

Confermati gli obiettivi sull’andamento dei conti pubblici, anticipati dal Ministro dell’Economia Gualtieri in audizione al Parlamento.La NADEF, spiega Palazzo Chigi, “fissa un obiettivo di indebitamento netto (deficit) pari al 7 % del prodotto interno lordo (PIL). Rispetto alla legislazione vigente, che prevede un rapporto deficit/PIL pari al 5,7 %, si presenta quindi lo spazio di bilancio per una manovra espansiva pari a 1,3 punti percentuali di PIL (oltre 22 miliardi di euro)”.

Rispetto al 2020, nel quadro programmatico di finanza pubblica, prosegue la nota del Governo, “il rapporto debito/PIL nel 2021 è previsto in calo di 2,4 punti percentuali, portandosi dal 158 % al 155,6 %. Per gli anni successivi viene delineato un percorso di graduale rientro del rapporto, con l’obiettivo di riportare il debito della P.A al di sotto del livello pre-Covid entro la fine del decennio”.

“Grazie al sostegno alla crescita assicurato dalle misure espansive – conclude Palazzo Chigi – nel 2021 è attesa una crescita programmatica del PIL pari al 6 % (rispetto ad una crescita tendenziale del 5,1%), che nel 2022 e nel 2023 si attesterà al 3,8% ed al 2,5% rispettivamente”.

Dal CdM via libera anche al decreto su sicurezza e immigrazione, che modifica e supera i decreti sicurezza di Salvini. “Approvato in Consiglio dei Ministri il decreto immigrazione. I decreti propaganda/Salvini non ci sono più. Vogliamo un’Italia più umana e sicura. Un’Europa più protagonista”. Lo scrive il segretario Pd, Nicola Zingaretti, su Twitter.

Intanto, oggi, martedì 6 ottobre, altra giornata calda per il Governo che potrebbe indire per stasera un altro Consiglio dei Ministri chiamato a dare il via libera alla proroga dello stato di emergenza, al momento in scadenza il 15 ottobre. La riunione potrebbe anche slittare a mercoledì sera ma, secondo l’ipotesi prevalente in queste ore, lo schema sarebbe quello di convocare il Cdm per domani sera e a seguire passare alla firma del nuovo Dpcm per nuove misure restrittive anti-Covid.
Intanto, nella giornata di ieri,  fonti di Palazzo Chigi hanno sottolineato che “non c’è nessuna intenzione da parte del governo di chiudere ristoranti, bar e locali come si legge su alcune testate, né di anticiparne l’orario di chiusura introducendo di fatto un coprifuoco”.

La conferma di tutte le misure anti contagio finora previste, con l’introduzione dell’obbligo delle mascherine all’aperto.E, per ora, nessuna nuova stretta alle attività produttivà. 

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