NaDEF, Franco: sfida è uscire da lunga fase stagnazione economia

(Teleborsa) – “Nel formulare le previsioni” di quest’anno e del prossimo nella NaDEF “assumiamo che non ci siano nuove restrizioni alle attività economiche e alla circolazione delle persone”. Ma “se la pandemia riprendesse” vigore “deve essere chiaro che questo quadro verrebbe a rischio. Teniamolo sempre a mente”. Lo ha detto il Ministro dell’Economia, Daniele Franco, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, sulla Nota di aggiornamento al Def sottolineando che “tutti i previsori stanno rivedendo al rialzo le stime della crescita economica italiana” e “sul 6% penso che in questo momento ci sia un valido consenso”.

Il Ministro dell’Economia ha quindi ricordato il quadro macro contenuto nella Nota di aggiornamento e la “variazione molto significativa” rispetto al DEF di aprile, a cominciare dalla crescita del PIL del 6% quest’anno. “Il terzo trimestre sembra sia andato molto bene anch’esso. Noi indichiamo una stima del 2,2%”, ha aggiunto.

“Il gap tra il bilancio tendenziale e il bilancio programmatico dovrebbe consentirci di coprire nel triennio 2022-2024 la gestione degli effetti residui della pandemia, le politiche invariate e di rinnovare varie misure di politica economica” e “deve consentirci di affrontare la questione degli ammortizzatori sociali e di avviare un processo di alleggerimento del carico fiscale”, ha aggiunto Franco. “L’idea è che queste risorse siano utilizzate per sostenere, accompagnare la nostra società e il nostro sistema economico e cercare di rilanciare stabilmente l’economia del paese”, ha sottolineato.

“Ci aspettiamo una ripresa quest’anno e l’anno prossimo molto rapida” e “auspichiamo che i tassi crescita siano molto elevati ma il vero test è la crescita negli anni successivi. Dobbiamo uscire da questa lunga fase di stagnazione della nostra economia” con “tassi di occupazione strutturalmente più bassi rispetto agli altri Paesi nostri partner”.

Il rapporto debito-PIL è il “punto debole del nostro Paese, abbiamo un livello di debito molto elevato e la pandemia ha peggiorato questa situazione” ma “noi pensiamo che il nostro debito sia finalmente sostenibile” anche grazie alla “occasione importante” fornita da tassi “molto bassi”. Questa situazione però non durerà “per sempre” e “il deficit deve gradualmente scendere, l’avanzo primario deve essere gradualmente conseguito e il debito dobbiamo ridurlo” anche perchè ciò consente di liberare risorse “per altre finalità”, osserva Franco spiegando come “un Paese meno indebitato è più autonomo”. Inoltre, è necessario considerare, ha aggiunto, la situazione politica che “è in un periodo di sospensione delle regole europee, si sta aprendo un dibattito sulle future regole di bilancio europee ma in qualsiasi direzione vada qualche regola ci sarà più o meno stringente rispetto a quelle che avevamo prima”.

Punto molto importante è che famiglie e imprese italiane hanno accumulato un’enorme liquidità” e “abbiamo più di 200 miliardi di liquidità accumulata che può essere un volano per i consumi ma soprattutto per gli investimenti”, ha sottolineato Franco ricordando che “per le famiglie consumatrici residenti a luglio queste avevano circa 93 miliardi di depositi bancari in più rispetto alla fine del 2019, un aumento molto considerevole. Per le società non finanziarie l’aumento è stato di 109 miliardi, per le famiglie produttrici 19 miliardi”. Dunque se da una parte ci sono dei rischi legati al quadro della Nadef legati ad una eventuale ripresa della pandemia e “strozzature”, ha spiegato il ministro, “noi pensiamo che i rischi siano bilanciati nelle due direzioni, ottimista e pessimista”.

Per quanto riguarda le ipotesi di ulteriori proroghe delle scadenze fiscali, “stiamo valutando se una ulteriore spalmatura degli oneri possa essere considerata”, “possiamo smiussare e diluire”. Ma “anche qui bisogna muovere verso una situazione di normalità in cui gradualmente tutte le famiglie e le imprese” tornino a pagare le cartelle.

“I superbonus sono molto importati per far ripartire il settore delle costruzioni. Nella legge di bilancio stiamo valutando in che modo possano essere prorogati tutto l’insieme degli interventi, 50, 60 e 110%. Ma lo strumento” del 110% non può essere “strutturale” perchè è “molto costoso perchè se lo Stato paga ciascun italiano integralmente o anche più che integralmente la spesa” sostenuta per i lavori si rischia un “effetto sui conti pubblici stratosferico”, ha aggiunto Franco,

Quanto “all’aumento del costo dell’energia è uno degli elementi di incertezza più importanti” ma il governo si attende che “ad inizio dell’anno prossimo si attenuerà”. “Vi è la sensazione – ha detto Franco – che il fenomeno sia temporaneo. Il petrolio prevede un picco invernale e poi riduzione prezzi. Detto questo è un tema che va monitorato e bisogna valutare se a livello nazionale o europeo vi siano modi per attenuare a questa dinamica”.

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