Nadef, Corte Conti: previsioni PIL condivisibili ma focus su rientro debito

(Teleborsa) – “Il ritorno del PIL, nel triennio di previsione, sui livelli pre-crisi appare compatibile con gli andamenti rilevati fino ad ora, anche se soggetti nel breve termine a rischi più pronunciati“. Così le Sezioni riunite della Corte dei Conti nella Memoria sul Nadef depositata presso Le Commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato.

L’incertezza derivante dalla diffusione della pandemia richiede che le azioni previste dal documento programmatico riescano effettivamente a svolgere un ruolo di attivazione delle scelte private, oltre che pubbliche, necessarie per una ripresa duratura. Tempestività e qualità della spesa per investimenti risultano perciò essere elementi cruciali per “porre a disposizione dell’operatore pubblico non solo un adeguato ammontare di risorse, ma anche di capacità tecniche che rendano efficaci le scelte da assumere nei diversi contesti”. Oltre al rilancio delle infrastrutture pubbliche – si sottolinea – non si potrà inoltre prescindere dall’inversione di tendenza degli investimenti delle imprese.

“Con la Nota da un lato si precisa la dimensione dello sforzo programmato, dall’altro si delinea un possibile percorso di rientro con la piena estensione dell’analisi al biennio 2022-23 (periodo che in ragione della situazione emergenziale non era stato considerato nelle valutazioni di primavera)”, osserva la Corte sulle prospettive di ripresa. Secondo le previsioni, il rapporto debito/Pil salirebbe infatti nel 2020 al 158%, con un aumento di circa 2,5 punti percentuali rispetto alle previsioni del Def (155,7%), motivando così la creazione di un maggiore deficit con il “Decreto Agosto” e un calo del Pil nominale pari a -7,1/-8%.

Confermata invece l’inversione di tendenza prevista a partire dal prossimo anno. “Considerando le correzioni previste per il triennio 2021-23 l’indicatore dovrebbe flettere di 6,5 punti complessivi nel triennio 2021-23 e scendere quindi fino al 151,5% a fine periodo”, continua la Corte.

Nella Nota di aggiornamento si ribadisce, inoltre, l’obiettivo già enunciato nel DEF di aprile di ricondurre il rapporto debito/Pil nel corso del prossimo decennio nella media dell’Area dell’euro. A questo proposito, la Corte avverte che è necessario considerare, nel processo di graduale rientro, che la finanza pubblica italiana è continuamente esposta al rischio di tasso di interesse. “Le eccezionali condizioni accomodanti della politica monetaria unica fanno sì che, attualmente, il costo marginale a cui il nostro Paese è in grado di collocare i titoli del debito pubblico sia, largamente al di sotto dell’onere medio implicito dello stock di debito”, ricorda la Corte, indicando che “in una prospettiva di medio termine, l’inevitabile e fisiologico rialzo dei tassi, potrà avvenire, almeno per un certo periodo, in un contesto di continuazione della discesa del costo medio” e che “si tratterà di valutare in che misura il nostro sistema economico possa essere in grado di accelerare il sentiero di rientro del debito ora prospettato”.

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